Tributo Veloce 2019: behind the scene

Assegnare un premio non è cosa semplice. Soprattutto perché nell’anno di grazia 2019 l’auto è cosa nota e i modelli che più piacciono sono già icone della memoria collettiva. I social, in questi ultimi anni, sono stati i veri acceleratori nella diffusione di questa cultura: capaci come sono di aggregare – promuovendole – tendenze e nuove sottoculture. Diciamo questo perché proprio al mondo del social ci siamo ispirati per l’assegnazione del tributo Veloce che domenica 24 novembre 2019 abbiamo consegnato a Horacio Pagani. Per la selezione della personalità da premiare mi sono rivolto a qualche amico. Anche se la scelta, già dopo il primo giro di telefonate, è parsa piuttosto ovvia a tutti. I 20 anni della Zonda, in effetti, erano un’occasione unica per premiare Horacio Pagani. Ecco perché tutti ne erano convinti. 

L’IMPRENDITORE. Ho conosciuto Ronnie Kessel qualche anno fa: mi diede un enorme aiuto a radunare alcuni trai ’70 cilindri’ più celebri delle Rosse per 70 anni della Ferrari (siamo nel 2017, ndr). Si trattava di una reunion organizzata per il giornale per cui lavoravo: tra i commenti circa le auto coinvolte (tra cui una Ferrari F40 – la sua favorita – e una Daytona Spider) mi colpì quello sulla 512 BB, auto non facile da comprendere per chi non ha avuto modo di viverla negli anni della presentazione; ma che Ronnie conosce bene anche per via dei restauri della Kessel Classic. Era entusiasta della sua guidabilità e in estasi per il suo motore: “Vedi Marco, la BB è potenza pura; e poi il suo 12 cilindri è meravigliosamente tondo”. Mi sorprese per la sensibilità con cui mi raccontava il piacere di guidare il capolavoro firmato Leonardo Fioravanti. “In uscita di curva puoi sentire il posteriore sedersi in cerca di trazione”. Difficile trovare tutta quella cultura automobilistica in un ragazzo che all’epoca non aveva 30 anni. Ha corso e questo perpetua una tradizione di famiglia visto che suo padre – Loris Kessel – fu pilota di F1 negli Anni 70. Soprattuto Ronnie con con le auto di un certo tipo ci è nato. In Svizzera, per il Canton Ticino, lo spazio Kessel è una certezza in fatto di concretizzazioni di sogni, ma pure un luogo in cui condividere l’esperienza Rossa, magari dopo averla vissuta in pista con il reparto corse della Kessel. Dentro gli spazi di Ronnie puoi trovarci Ferrari, Maserati, Bentley e – da poco – pure le Pagani, oltre alle classiche che rinascono grazie agli interventi certificati. In merito al nostro premio ci ha detto: “Vedi Marco, Pagani per me significa innovazione e lungimiranza. Pagani è un marchio dedito alla perfezione e alla velocità: ogni auto è curata in ogni dettaglio, quasi a cercare la perfezione assoluta. Conosco Horacio da tempo e sono molto felice che sia proprio lui ad aggiudicarsi il tributo Veloce. Credo sia la persona perfetta: il suo nome e la sua persona rappresentano per me visione del futuro e perseveranza”. Horacio Pagani è una leggenda anche per lui che, anche grazie alla cura dei suoi canali social, è un trendsetter di questa generazione.

@pirelli

@pirelli

L’INFLUENCER. Come Alberto Vassallo, per esempio: tra gli influencer di maggior risalto internazionale (Car&Vintage è ormai un profilo di Instagram tra i più seguiti al mondo) ha risposto al nostro appello con un aneddoto: “Ricordo ancora la prima volta che sentii parlare Horacio, guardavo un programma su Discovery Channel; ero da solo in casa, rimasi un’ora incollato al televisore ad ascoltare le sue parole quasi fossero una musica. Dovremmo premiare la Zonda. Credo che aver festeggiato i 20 anni della sua prima creatura sia per lui un traguardo pazzesco e una soddisfazione personale unica! Ha innovato il concetto della velocità unendolo allo stile e al lusso. Mi ricorda i costruttori di un tempo. Pagani, artista contemporaneo, ha reso il suo sogno realtà e questo per me è un modello da seguire. Le sue auto sono un inno alla bellezza, al dettaglio e alla velocità”.

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@Car&Vintage

IL DESIGNER. Mike Robinson, già designer del Gruppo Fiat (Lancia) ed ex leader del design della Bertone, è arguto consigliere di Veloce da sempre e quando gli ho chiesto cosa pensasse dell’ipotesi di assegnare il premio all’italoargentino ha risposto così: “Sono cresciuto sognando i bolidi di Bertone, come la Stratos e la Countach. Dalla California mi sono spostato a Torino per poterle disegnare anche io ‘da grande’. Quando ho visto la Zonda per la prima volta l’ho trovato strana, inusuale per essere una supercar. Il suo corpo è molto basso e il padiglione isolato, sporgente. Tutto il contrario di uno dei miei miti, la Countach. Che non ha il padiglione: tutto lì è integrato nel corpo vettura. Non potevo esserne entusiasta… Almeno all’inizio. Poi ho conosciuto Horacio Pagani e ho apprezzato il suo straordinario approccio imprenditoriale e la sua capacità di realizzare alcune tra le vetture più sofisticate al mondo. Non solo è riuscito ad ottenere i motori a dodici cilindri della Mercedes, ma è anche riuscito a scaricare tutta quella potenza sull’asfalto. Quindi, tanto di capello all’amico Horacio. Un gigante nella lunga storia dei geni automobilistici d’Italia (anche se, come me, non è un italiano)”.

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@Michael Denker

GLI INSTA-CREATIVI. I ragazzi di Anonima Tapulli stanno facendo della rivisitazione in chiave contemporanea della classica cultura automobilistica la loro ‘linea creativa’ (sono sempre più famosi su Instagram per le loro provocazioni, livree o consigli di personalizzazioni che siano): anche a loro avevo chiesto quale tra le auto e le personalità presenti a Milano AutoClassica 2019 avremmo potuto premiare… e dopo qualche giorno di attesa ci hanno risposto a modo loro. Col video che è stato speso per la videocopertina di questo testo. 

OLTRE LA DIFFIDENZA. Horacio Pagani, quindi: su di lui sono stati spesi fiumi d’inchiostro prima e chilometri di bite oggi. La sua Zonda ha compiuto 20 anni: anniversario che Veloce ha celebrato nel suo primo film. L’italoargentino è già nella storia dell’automobilismo e si merita anche questo piccolo premio perché è un esempio, anche di vita. Ha vinto le difficoltà, la diffidenza e la tradizione emiliana. Il tributo che gli abbiamo conferito è anche un incoraggiamento a tutti quelli che, come lui, ci provano. Sarà dura trovare un erede per il tributo Veloce del 2020. Aggiungeremo alla nostra giuria anche Horacio Pagani se avrà piacere… ci sarà d’aiuto. 

IL PREMIO. Tutto il nostro staff coglie l’occasione per ringraziare il creatore di questo premio, un artigiano straordinario che con il suo lavoro – estroso e di gusto – promuove la migliore Italia dove la bellezza sa ancora essere celebrata. Il volante/orologio di acciaio, il tributo Veloce appunto, è stato confezionato da Luca Agnelli: lo stesso che noi di Veloce abbiamo imparato a conoscere per via delle sue biciclette da favola. All’anno prossimo!

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3 risposte a “Tributo Veloce 2019: behind the scene”
  • Dave67_GT ha detto:

    Bravi, ottima scelta !
    Un vero visionario galantuomo (più del suo illustre predecessore conterraneo) che ha saputo sfruttare ed indirizzare le italiche competenze al meglio !
    Ora ci preparate anche il FILM dei 20anni di Zonda ?
    🙂

  • Dave67_GT ha detto:

    eh si ! Più o meno mezz’ora dopo mi sono accorto che lo avevate già fatto, e che lavoro ! Bravi. Veramente una bella produzione…
    Se posso aggiungere, furono anni incredibili quelli della uscita della Zonda, gli anni della rinascita delle Supercar e quando sfogliavi EVO (prima c’era solo Auto di Conti editore) ti brillavano gli occhi.
    La Zonda la ricordo come fosse ieri, con quel non so che di artigianale ma allo stesso tempo di molto evoluto, ma distante dal design dei soliti mostri sacri “industriali”. Insomma molto a misura d’uomo o di mente umana ma allo stesso tempo inarrivabile come ogni prodotto artigianale.
    Un mito assoluto.

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