
Tutta nuova, ma sempre tosta: la Mitsubishi Pajero è tornata
Non è più un mondo per fuoristrada. O meglio, non lo è più l’Europa del Green Deal targata Ursula Von Der Leyen, dove le auto con la trazione integrale, il telaio separato dalla carrozzeria e magari un motore a gasolio a prova di bomba sono sempre meno e ormai si aggirano con circospezione come dinosauri nell’inesorabile attesa di un’estinzione di massa.
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UNA LUNGA TRADIZIONE. E infatti, nel nostro piccolo spicchio di Terra, la nuova Mitsubishi Pajero non arriverà, anche se la speranza degli appassionati è che i piani della casa giapponese per i mercati del Vecchio Continente possano cambiare. Intanto, visto che di macchine così se ne vedono sempre meno, val la pena capire bene in che veste e soprattutto con che “credenziali” si presenta, a sette anni dal pensionamento del precedente modello, l’ultima erede di una 4×4 che dal 1982 è stata venduta in più di 3.290.000 esemplari.

ORA È QUASI LUSSUOSA, MA RESTA UNA “ROCCIA”. La prima considerazione che ci viene da fare è che, così elegante e ben rifinita, almeno a giudicare dalle prime immagini diffuse dalla casa, la Mitsubishi Pajero non era mai stata. La cosa in realtà non stupisce: basta guardare l’evoluzione della storica rivale Toyota Land Cruiser, che ha conservato le doti in “off-road” delle antenate più rudi e spartane ma dentro è accogliente e ricca di accessori per il comfort come le migliori suv da famiglia. La svolta verso il lusso rende particolarmente evidente il salto generazionale (d’altronde di tempo ne è passato parecchio: il modello di precedente generazione, seppur costantemente aggiornato nel corso del tempo, è datato 2006), ma tranquilli, in questo caso l’abito non fa il monaco. La Mitsubishi, qualora ve lo steste chiedendo con un filo di apprensione, non ha trasformato la Pajero in una suv, ma è rimasta fedele all’impostazione classica, con il telaio imbullonato alla scocca e formato da longheroni e traverse più spessi che nel precedente modello (foto sotto).

UNA 4×4 INTELLIGENTE. Inoltre è stato confermato, affinandone la sofisticata gestione elettronica, il sistema di trazione integrale inseribile che la casa chiama Super Select 4WD-II. In pratica, funziona così: di base, la trazione è solo posteriore; quella 4×4 si inserisce solo in condizioni di scarda aderenza. Il differenziale centrale si può bloccare, ma grazie a un giunto viscoso integrato al suo interno si viaggia in sicurezza e in modo fluido con tutte le ruote in presa anche sui fondi lisci ma insidiosi come, per esempio, l’asfalto bagnato, dove la ripartizione della potenza 50:50 tra i due assi ottenuta con un bloccaggio fisso creerebbe più problemi che altro. Ben sette le modalità di guida (Normale, Eco, Gravel, Snow, Mud, Sand, Rock) in base alle quali la risposta al pedale dell’acceleratore e del freno cambia per facilitare la guida sui diversi tipi di terreno.

Il lussuoso abitacolo della Mitsubishi Pajero può accogliere fino a sette persone
VA SOLO A GASOLIO. Lunga 4,92 metri, larga 1,92 e alta 1,91, la Mitsubishi Pajero ha una luce al suolo di 23 cm (con le ruote di 20”), e angoli d’attacco di 30,4º, di dosso di 22,6º e di uscita di 25,8º. Sono numeri che promettono bene in fuori strada, ma visti gli ingombri extra-large la prudenza suggerisce di farsi due conti prima di avventurarsi sui sentieri più stretti. Lontano dall’asfalto dovrebbero fare la differenza anche le sospensioni (anteriori a quadrilatero e posteriori a ponte rigido), messe a punto sulla scorta della lunga esperienza accumulata dalla casa nei rally e in particolar modo nella massacrante Dakar, dove ha collezionato numerosi successi e della quale la Pajero è una regina indiscussa. E il motore? La scelta è caduta su un quattro cilindri 2.4 turbodiesel abbinato a un cambio automatico a 8 marce con il riduttore che dovrebbe garantire una spinta corposa sin dai bassi giri.

Il ponte rigido posteriore della Mitsubishi Pajero è abbinato a bracci longitudinali e trasversali che ne guidano il movimento e a molle elicoidali
MADE IN THAILAND. La nuova Mitsubishi Pajero verrà prodotta in Tailandia, dove per inciso questo genere di auto va alla grande, ed entro la fine dell’anno arriverà nelle concessionarie del Giappone e dell’Australia (altro paese in cui le fuoristrada sono apprezzatissime e diffusissime). Entro il 2027, l’auto sbarcherà in Medio Oriente e in America Latina e sarà venduta in altri 100 paesi.





















