Vision Alpina: guardala bene perché non è una visione

Vision Alpina: guardala bene perché non è una visione

C’è un sottile confine tra la conservazione di un mito (seppur di nicchia) e la sua evoluzione in un’era di transizione. Con la presentazione della Vision BMW Alpina al Concorso d’Eleganza Villa d’Este, la casa bavarese ha tracciato una linea netta, definendo cosa diventerà il marchio di Buchloe ora che è ufficialmente sotto il controllo totale della casa di Monaco. Non è solo un esercizio di stile: è un manifesto estetico che salta a piè pari l’ossessione per l’elettrificazione totale per rifugiarsi nel calore di un V8 vecchia scuola. O quasi.

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SEGNI PARTICOLARI. La prima cosa che colpisce della Vision Alpina è la sua presenza scenica. Con una lunghezza di 5,2 metri, la concept tedesca si posiziona in quel territorio rarefatto presidiato dalle pantagruelica e sfarzose auto da sogno con lo Spirit of Ecstasy sul cofano. Il look, curato da Maximilian Missoni, si rifà ai cardini stilistici del marchio: il classico frontale “a muso da squalo” torna con forza, reinterpretando la classica mascherina sdoppiata delle BMW come una scultura tridimensionale che evoca la B7 Turbo del 1978 e la Serie 6 siglata E24. Non mancano le firme che hanno reso le Alpina un oggetto di culto per gli appassionati: i cerchi a 20 raggi (qui in dimensioni monumentali: 22” e 23”), i quattro terminali di scarico ovali e le iconiche strisce sulle fiancate, dipinte a mano e non adesive come nel passato.

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UN BEL V8 “URLANTE”. In un mondo di motori silenziosi e sempre più elettrificati, la Vision Alpina urla (pur con discrezione) la sua diversità. Sotto il lungo cofano anteriore pulsa infatti un V8 biturbo a benzina che promette prestazioni da supercar, condite da un comfort degno di una limousine. Sebbene non siano stati rilasciati dati tecnici ufficiali, è lecito aspettarsi un’evoluzione del 4.4 della BMW, affinato per offrire quella nota di scarico cupa ai bassi regimi e tonante agli alti che è il marchio di fabbrica degli “otto” a V della casa di Monaco.

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CHE CLASSE! L’abitacolo è un trionfo di artigianalità e materiali nobili: la pelle cucita a mano aggiunge pregio a uno stile ispirato al mondo dell’arredamento e dell’orologeria di pregio, con dettagli in metallo lavorato e cristalli trasparenti a impreziosire i comandi delle principali funzioni di bordo. Il tocco di classe “definitivo”? Il vano dietro il mobiletto posteriore ospita una bottiglia d’acqua e bicchieri in cristallo Alpina, che emergono grazie a un meccanismo a scomparsa, incisi con 20 linee decorative e dotati di basi magnetiche per restare saldi e non rovesciare lo spumeggiante nettare degli dei mentre sfrecciate a 250 orari sulle Autobahn tedesche.

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MOLTO PIÙ DI UN’IDEA. Sebbene la Vision Alpina sia solamente un esercizio di stile, a Monaco di Baviera non fanno mistero del fatto che le sue forme avranno ricadute concrete su quelle delle Alpina che arriveranno dal 2027 in poi. Il primo modello sfrutterà la base della BMW Serie 7 e il secondo dovrebbe essere con ogni probabilità una versione più lussuosa (e costosa) della maxi-suv X7. Basterà per candidarsi a concreta rivale dei “gioielli” della Bentley e della Rolls-Royce. Staremo a vedere…

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