Alfa Romeo 6C 2500: la rinascita dopo il conflitto

Alfa Romeo 6C 2500: la rinascita dopo il conflitto

Dalla sua nascita nel 1925, l’Alfa Romeo 6C è stata protagonista della gamma Alfa Romeo e grazie ai periodici aggiornamenti si è evoluta introducendo contenuti tecnici sempre più avanzati e motori sempre più potenti. Dopo l’originaria ‘1500’, la ‘1750’ e e ‘2300’, nel 1939 arriva sul mercato la 6C 2500, l’ultima Alfa progettata prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

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EVOLUZIONE. La nuova vettura curata da Bruno Trevisan, il perito industriale che aveva sostituito Vittorio Jano (uscito dall’Alfa Romeo nel 1937), ricalca molte delle caratteristiche della 6C 2300 che l’aveva preceduta, come le sospensioni posteriori con ammortizzatori telescopici e i freni a tamburo idraulici, ma si aggiorna nel propulsore dove l’aumento dell’alesaggio (la cilindrata passa a 2443 cc) garantisce prestazioni migliori e potenze fino a 110 cavalli sulle versioni di serie. Come per le precedenti iterazioni della 6C, la 2500 è offerta in tre versioni Turismo, Sport e Super Sport ed è venduta come berlina a 5 o 6-7 posti o come autotelaio.

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UNO STOP ‘PARZIALE’. Prima che il conflitto ‘congeli’ il motorsport europeo, la 6C 2500 fa il suo debutto anche nelle competizioni: partecipa in Africa alla gara di resistenza Tobruk-Tripoli e alla Mille Miglia del 1940 dove oltre a conquistare il secondo posto, fa debuttare uno dei primi sistemi di iniezione su un esemplare giunto poi al traguardo in ventiquattresima posizione. Negli anni a venire con l’entrata in guerra dell’Italia, il Portello ancora una volta passa alla produzione bellica: la costruzione della 6C (in quantità molto limitata) continua fino al 1944 quando un bombardamento alleato ne distrugge la linea di montaggio.

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LA RIPRESA. Nonostante i danni subiti gli uomini dell’Alfa Romeo tornano al Portello non appena si conclude la guerra; già negli ultimi mesi del 1945 – utilizzando le parti immagazzinate e nascoste durante la guerra – vengono assemblati alcuni esemplari di 6C. Nel 1946 la produzione risale a 146 unità: le ‘nuove’ 6C 2500 sono del tutto simili a quelle prodotte degli anni precedenti se non per la leva del cambio, spostata dietro al piantone del volante, e per un rapporto di compressione del motore più basso – una modifica necessaria per utilizzare la benzina di scarsa qualità disponibile subito dopo la guerra -. Proprio uno di questi esemplari con carrozzeria spider Pinin Farina viene portato a Parigi in occasione del Salone dell’Auto dello stesso anno. L’evento preclude l’accesso ai marchi originari delle nazioni sconfitte, ma con un’ingegnosa mossa di marketing la spider viene esposta di fronte all’ingresso del Grain Palais sortendo la notorietà desiderata.

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NELLE MANI DEI CARROZZIERI. Negli anni a venire e il ritorno alla normalità la 6C subisce piccoli aggiornamenti – come nel 1948 quando arriva un nuovo cambio a quattro rapporti completamente sincronizzati – e ritorna ad essere una delle auto preferite dai grandi carrozzieri i quali si cimentano in molteplici creazioni; come la famosa 6C 2500 SS Coupé Villa d’Este del 1949 ad opera di Touring così chiamata in virtù della vittoria del premio del pubblico al Concorso d’Eleganza Villa d’Este. La lunga carriera della Alfa Romeo 6C 2500 volge al termine nel 1953; dopo oltre 2600 esemplari la 6C lascia il posto all’innovativa Alfa Romeo 1900.

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