Alfa Romeo sportive anni 90: le Alfa 33 da 200 km/h

Alfa Romeo sportive anni 90: le Alfa 33 da 200 km/h

Forse non tutti se ne rendono conto, ma la cosa più bella in assoluto del marchio Alfa Romeo non ha a che fare in senso stretto con le tante auto da sogno che torreggiano dalla punta di un’immaginaria piramide gerarchica in cui una 8C Competizione o una 33 Stradale guardano dall’alto verso il basso i modelli più popolari.

Alfa Romeo 33 1.7 Quadrifoglio Verde (1987)

Alfa Romeo 33 1.7 Quadrifoglio Verde (1987)

LE CORSE NEL DNA. Il motivo è molto semplice, ma per scoprirlo bisogna andare oltre i numeri e le apparenze, e indagare sullo “spirito” più profondo del marchio. Che, sin dagli albori, è sempre stato quello di infondere l’animo sportivo, la bella guida e la fame di vittorie delle vetture da corsa in quelle stradali, senza alcun discrimine. Ecco, quindi, dove stanno l’unicità e la grande bellezza di questa gloriosa casa automobilistica che tutto il mondo ci invidia: essere riuscita quasi sempre a mettere in strada automobili da famiglia con una propensione naturale per la velocità e una capacità tutta particolare di coinvolgere i sensi del pilota.

CHE GRINTA, QUEL “1300”. Noi di Veloce, di Alfa del passato alla portata di molti capaci di dispensare forti emozioni senza dover ricorrere a una vagonata di cavalli ne abbiamo guidate diverse. E una di loro in particolare, l’Alfa Romeo 33 1.3 che in occasione dei festeggiamenti per i 40 anni del modello abbiamo messo alla frusta tra i cordoli del “pistino” del Museo di Arese, ci ha tolto ogni dubbio riguardo il fatto che l’Alfa 33, o quantomeno le sue declinazioni più “spinte”, non potevano non rientrare nella lista di modelli che meglio rappresentano la filosofia delle Alfa Romeo sportive degli anni ’90.  

Alfa Romeo 33 1.3 S (1983). Gli 86 CV del suo brillante e “assetato” motore boxer a carburatori e la grande agilità tra le curve la rendevano una “brutta cliente” per tante berline più grandi e potenti

Alfa Romeo 33 1.3 S (1983). Gli 86 CV del suo brillante e “assetato” motore boxer a carburatori e la grande agilità tra le curve la rendevano una “brutta cliente” per tante berline più grandi e potenti

NATURALMENTE VELOCE. Una premessa necessaria per inquadrare l’Alfa Romeo 33 nel panorama delle Alfa Romeo sportive degli anni 90 è che è un’auto intrinsecamente molto veloce. Sicuramente più veloce del modello che ha sostituito nel 1983, ovvero l’Alfasud, macchina nata nel 1972 e quindi più anziana all’anagrafe, ma paradossalmente un po’ più raffinata sul piano tecnico, con potenti freni a disco su tutte le ruote – gli anteriori entrobordo, per ottimizzare i pesi sull’avantreno – sin dalla piccola 1.2. Un “lusso”, per intenderci, che la casa del Biscione con la 33 si è concessa solo nelle sue versioni più potenti. Già molto brillante con il motore 1.3 con 79 CV alimentato da un solo carburatore a doppio corpo, nella versione “S” ad alimentazione singola l’Alfa 33 sfodera una grinta da sportiva vera, regalando accelerazioni rabbiose e allunghi decisi, accompagnati dal tipico e accattivante rombo pieno e un po’ metallico del quattro cilindri boxer Alfa Romeo. 

Nel 1984 debutta la prima versione marcatamente sportiva dell’Alfa Romeo 33, la Quadrifoglio Verde: mossa da un generoso 1.5 con due carburatori a doppio corpo e 105 CV, supera di slancio i 185 km/h di velocità massima dichiarati dalla casa

Nel 1984 debutta la prima versione marcatamente sportiva dell’Alfa Romeo 33, la Quadrifoglio Verde: mossa da un generoso 1.5 con due carburatori a doppio corpo e 105 CV, supera di slancio i 185 km/h di velocità massima dichiarati dalla casa

VERSO I 200 ALL’ORA… Ma il titolo del nostro articolo parla chiaro, anzi molto chiaro, quando recita: “le Alfa 33 da 200 km/h”. Ora, la cosa sorprendente è che, al netto dell’innegabile scarto tra il dato misurato e quello effettivo, la lancetta del tachimetro accarezza quella tacca che fa venire i brividi, solo a immaginarsi aggrappati all’asfalto con minuscole ruote di 13 pollici, già nelle “piccole” 1.3. Figuriamoci nelle più potenti 1.5 Quadrifoglio Verde con 105 CV e 1.7 con distribuzione a 8 e 16 valvole. Quest’ultima, in particolare, è mossa da quella che è la massima evoluzione del boxer Alfa e vanta un’autentica finezza, per un’auto di questa categoria: la presenza, al posto di una singola farfalla centrale, di quattro valvole a farfalla, una per cilindro, come nei motori Ferrari dell’epoca. Ciò garantiva una corposa coppia motrice sin dai bassi giri, caratteristica tipica dei motori ad alimentazione singola che hanno fatto la storia e la fortuna delle berline e delle gran turismo Alfa Romeo sin dagli anni ’60.

Il motore boxer Alfa Romeo nella sua configurazione più potente ed evoluta, il 1.7 a iniezione con teste a quattro valvole per cilindro, distribuzione bialbero e punterie idrauliche

Il motore boxer Alfa Romeo nella sua configurazione più potente ed evoluta, il 1.7 a iniezione con teste a quattro valvole per cilindro, distribuzione bialbero e punterie idrauliche

Al look sportivo delle più potenti Quadrifoglio Verde l’Alfa Romeo 33 Imola abbina il più piccolo dei motori della seconda serie del modello lanciata nel 1990, ossia il 1.3 a iniezione elettronica con 90 CV

Al look sportivo delle più potenti Quadrifoglio Verde l’Alfa Romeo 33 Imola abbina il più piccolo dei motori della seconda serie del modello lanciata nel 1990, ossia il 1.3 a iniezione elettronica con 90 CV

… E OLTRE. Negli anni ’90 la tecnologia automobilistica compie uno scatto decisivo, e con lo strapotere dell’elettronica, che rende via via sempre più docili anche le “belve” più irruente, l’Alfa Romeo 33 inizia inevitabilmente ad accusare il peso degli anni di un progetto che, pur aggiornato e affinato in numerosi aspetti, deriva da quello dell’Alfasud. Un’auto nata sì con un ampio giro d’anticipo sulle dirette concorrenti, ma pur sempre vent’anni prima. Nel 1992, giusto per inquadrare il contesto, un costruttore generalista come la Volkswagen per misurarsi nella sfida con le altre berline compatte sportive schierava la Golf GTI con un motore 2.0 a 16 valvolve da 150 CV, scaricati tutti sulle sole ruote anteriori. La risposta della casa del Biscione? Romantica, fuori dal coro, nel più puro spirito Alfa, articolata in un’impostazione meccanica che fa dell’Alfa Romeo 33 Permanent 4 un piccolo, grande capolavoro di tecnica, con il suo 1.7 da 137 CV (lo stesso della 16V Quadrifoglio Verde) abbinato a un raffinato schema 4×4 con giunto viscoso al posteriore. Velocità massima dichiarata? 208 km/h per la QV con la trazione davanti e 202 km/h per la integrale. Chapeau, ma è passato così tanto tempo e sono solo numeri, potrebbero obiettare alcuni. Sarà pure vero, ma è come intrufolarsi tra le pieghe più nascoste di una macchina che ha messo il sigillo su un capitolo appassionante della nostra storia automobilistica.

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