Altro che microcar: questa Aixam ha il V12 della Zonda!

Altro che microcar: questa Aixam ha il V12 della Zonda!

Se c’è una casa che ha cercato, audacemente, di passare “da 0 al massimo” più rapidamente di un dragster Top Fuel, questa è proprio la Aixam. Dal 1983 l’azienda francese è nota per produrre microcar, piccoli quadricicli che fanno il rumore di un trattorino malmesso e scarrozzano in giro quattordicenni esaltati dalla raggiunta libertà di spostamento. Motori bicilindrici da 400 o 500cc, 8 cavalli motore se vi va bene e 50/60 km/h di velocità massima. Non proprio le premesse per una supercar, e invece…

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FINO ALLE DUNE DEL DESERTO. Ad inizio Anni ’90 Aixam decide di fondare “Mega”, divisione sportiva il cui scopo è aumentare la credibilità del marchio. Iniziano forse con una city car un po’ pepata? Azzardano magari una berlina agghindata a festa? Nossignori, dalla Francia con furore Aixam punta direttamente al mondo delle competizioni, vincendo tre campionati Trofeo Andros con la Mega Glace e conquistando persino un secondo posto – con la Mega Desert – alla Dakar del 2000. Gli sforzi dei progettisti vengono incanalati anche per una supercar stradale, la Mega Track, un qualcosa che vale assolutamente la pena ricordare. 

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MOTORE V12 E CAPACITÀ DA FUORISTRADA. È come se un’azienda di Laser Radial (barchette a vela di circa 4 metri) da un giorno all’altro decidesse di mettersi a competere nel settore dei motoscafi offshore, quasi Aixam avesse pensato “il mondo ci crede bravi solo a fare auto giocattolo, ora state a guardare”. E il Mega Track del 1992, in effetti, è assurdo: aspetto imponente, trazione integrale, motore centrale e un V12 Mercedes M120 (sì, lo stesso della Zonda!) per muovere oltre due tonnellate. Non solo, il Mega Track è una supercar “offroad” le cui sospensioni regolabili possono garantire 34 centimetri d’altezza da terra, decenni in anticipo rispetto alla Huracán Sterrato e alla 911 Dakar. Chapeau, per dirla alla francese. 

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INCOMPRESA. Il sistema di trazione integrale non è certo noioso con la sua ripartizione “32:68” fra anteriore e posteriore, e i quasi 400 cavalli del dodici cilindri (abbinati a 570 Nm di coppia) consentono uno 0-100 in 5,4 secondi; la velocità massima è limitata elettronicamente a 250 km/h. 110 litri di serbatoio tolgono ansie da autonomia, le gomme Michelin appositamente sviluppate per la supercar da sterrato rendono invece un po’ complicato il rapporto con il gommista. Problemi in realtà astratti, perché la Mega Track si rivelò fin troppo audace e avanti per i tempi, e oltretutto costosa (oltre 400.000 euro all’epoca), senza un retaggio alle spalle sufficientemente solido. Sembra ne esistano 5 o 6 al mondo, più un paio proprietà della Aixam: poco capite, ma pur sempre testimonianza di uno sforzo e di un coraggio da favola.

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