
Aston Martin Vanquish: stile unico e un V12 da urlo, da 25 anni
Sconfiggere, annientare, battere. Questo è il significato della parola Vanquish, un nome un tantino troppo aggressivo, per un’auto tanto elegante e di classe, ma che toglie ogni dubbio sulla doppia anima della gran turismo dell’Aston Martin, che nel 2026 compie 25 anni.
UNO STILE UNICO E SENZA TEMPO. La storia dell’Aston Martin Vanquish inizia nel 2001, ma il mito dell’auto preferita dal James Bond di quegli anni comincia a prendere forma tre anni prima, con la concept Project Vantage disegnata da Ian Callum. In tutte e tre le sue generazioni la Vanquish si è sempre distinta dalla DB9, dalla Virage e dalla Vantage per la raffinata combinazione di sfarzo, stile e prestazioni, ulteriormente enfatizzata.

LO ZAMPINO DELLA LOTUS. Ispirata alla classica DB4 GT carrozzata dalla Zagato, nel 2001 l’Aston Martin Vanquish conquista i cuori degli appassionati con uno stile elegantissimo e un altissimo livello di tecnologia e finiture. L’auto, sviluppata in collaborazione con la Lotus, è costituita da un mix di alluminio e fibra di carbonio ed è mossa da un 5.9 V12 da 466 cavalli (che salgono a 520 nella più sportiva S). L’acceleratore elettronico e il cambio automatico a sei marce (con palette al volante) sono un balzo tecnologico notevole per la casa inglese, e nonostante il peso di oltre 1.800 kg a vuoto la Vanquish “brucia” lo “0-100” in poco più di 4,5 secondi e allunga fino a 306 km/h. Insomma, non stupisce che per l’agente 007 fosse la GT “definitiva”.

INIEZIONE DI CAVALLI. Il 19 luglio del 2007 la Vanquish esce di produzione e il suo testimone viene raccolto dalla DBS. Ci vorranno altri cinque anni per vedere l’erede ufficiale, derivata dal progetto AM310 e basata sulla nuova piattaforma siglata VH. La nuova coupé ha uno stile sempre signorile ma più affilato, aggressivo, con un pizzico di One-77 nel design e un’estetica più matura rispetto alle coetanee DB9 e Virage. La carrozzeria è interamente realizzata in fibra di carbonio (con un prezioso risparmio di peso del 25%) mentre il V12 arriva a quota 573 CV (oltre 600 per la S). Gli interni, il cui stile sta invecchiando molto meglio rispetto a quello di quelli della prima generazione, sono accoglienti e pregiati.

PIÙ MUSCOLI. Nel 2018 cala nuovamente il sipario, ben sei anni di attività teatrali interrotte prima di vedere, nel 2024, la terza generazione. L’Aston Martin Vanquish oggi in vendita ha perso parte dell’armonia e della classe delle antenate in favore di muscoli e “cattiveria”, sfoggiando uno stile che rispecchia più il feroce motore che i classici canoni della casa inglese. Il V12 per la prima volta “cede” al turbo, che consente agli ingegneri a spremere ben 835 CV da un 5.2 che, quanto a potenza, mette in ombra persino il 7.3 a dodici cilindri dell’hypercar One-77. Con una velocità massima dichiarata di 345 km/h e un tempo “ufficiale” di 3,2 per “bruciare” lo “0-100”, ce n’è abbastanza per uscire dall’abitacolo con il completo Armani tutto stropicciato. Come sarà la prossima Vanquish? Non lo sappiamo, ma ci auguriamo una cosa, sopra ogni altra: che sotto il suo lungo cofano continui a battere un V12.





















