Bruce McLaren, il pilota ingegnere

Bruce McLaren, il pilota ingegnere

Il 2 giugno 2020, a Woking, si è commemorato un importante anniversario: cinquant’anni fa esatti, la McLaren perdeva il suo giovane fondatore Bruce McLaren. Il neozelandese giunto in Inghilterra dodici anni prima per seguire i sogni di pilota e di progettista di veloci auto da corsa perse la vita testando proprio una delle sue vetture; un evento tragico che tuttavia non compromise la strada verso il successo della sua scuderia che, raccolta la sua eredità, ha trionfato in tutte le più importanti competizioni, dalla Formula 1 alla 24 Ore di Le Mans.

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FIN DA PICCOLO. Ma come era giunto ai vertici del motorsport il giovane neozelandese? Bruce McLaren nacque a Auckland nel 1937; i suoi genitori gestivano un’officina nel sobborgo di Remuera e il padre nel tempo libero correva in auto. In questi ambienti e grazie agli interessi familiari Bruce McLaren si appassiona fin dai primi anni di vita al mondo dei motori, tanto che all’età di 14 anni – al volante di una Austin 7 Ulster restaurata dal padre – prende parte alla sua prima competizione, una gara in salita locale.

Woking museo McLaren auto di Bruce McLaren

GLI ESORDI. Due anni più tardi avviene il debutto vero e proprio nel motorsport professionistico. Bruce McLaren corre con una Formula 2 Cooper Climax e immediatamente si distingue dai suoi concorrenti non solo per le doti dietro al volante, ma pure per la capacità di modificare e migliorare la sua vettura gara dopo gara. I risultati promettenti attirano l’interesse del pilota australiano Jack Brabham e nel 1958 gli permettono di passare la selezione ‘Driver to Europe’ un programma introdotto dalla federazione sportiva neozelandese per dare l’opportunità ai piloti più talentuosi di correre nelle prestigiose competizioni europee.

Bruce McLaren 4

DI SUCCESSO. Bruce McLaren vola così in Inghilterra dove viene messo sotto contratto dal team Cooper: già nelle prime gare di Formula 2 il neozelandese si dimostra molto competitivo, in particolare quando, al GP di Germania dell Nürburgring (dove le auto di F1 e F2 correvano assieme), Bruce McLaren conquista la vittoria di classe, ma sopratutto il quinto posto assoluto. L’anno successivo avviene il passaggio alla Formula 1 e il 12 dicembre diventa – a 22 anni e 104 giorni – il più giovane vincitore di un Gran Premio trionfando al GP degli Stati Uniti di Sebring.

Bruce McLaren

FONDA LA SUA SCUDERIA. L’avventura nella Cooper si interrompe nel 1965 dopo diversi risultati di primo ordine come il trionfo al GP di Montecarlo e un terzo posto nel campionato mondiale. Ma già due anni prima Bruce McLaren aveva compiuto il primo grande passo da pilota a progettista con la fondazione dell’omonima scuderia e la partecipazione dal 1964 delle vetture McLaren (basate proprio sulle Cooper) all’Australian Tasman Series.

Bruce McLaren - 1966 McLaren M2B

LA ‘SUA’ FORMULA 1. Il 1966 segna la svolta per la neonata scuderia: Bruce McLaren – che quello stesso anno si aggiudica anche la vittoria della 24 Ore di Le Mans con la mitica Ford GT40 – debutta al GP di Montecarlo al volante della sua prima monoposto di Formula 1, la McLaren M2B, una vettura dalla breve carriera e non all’altezza delle migliori contendenti; che però fece conquistare alla McLaren in pochi appuntamenti i suoi primi punti in campionato. Dopo un’ulteriore stagione di transizione, nel 1968 la nuova monoposto McLaren M7A spinta dal V8 Cosworth inaugura i successi della McLaren in Formula 1: Bruce McLaren vince per la prima volta al volante della sua vettura, mentre nel 1969 si assicura il secondo posto nel campionato costruttori.

Bruce McLaren M7A

CANAM. Ma la Formula 1 non era l’unico grande ‘affare’ della McLaren dei primi anni. Contestualmente al debutto nella massima serie delle monoposto Bruce McLaren aveva infatti rivolto le sue attenzioni oltreoceano al campionato CanAm. Il debutto avviene nel ’66 ma è dalla stagione successiva che con una vettura specifica, la M6A e le sue successive evoluzioni rendono imbattibile il costruttore inglese per quattro anni di fila. E proprio alla guida di una queste vetture, la M8D, che in una sessione di test a Goodwood Bruce McLaren dopo un improvvisa perdita di stabilità aerodinamica causata dal distaccamento di alcuni pannelli della carrozzeria perse il controllo ad alta velocità e colpì un ‘gabbiotto’ poco fuori dal tracciato lasciandolo senza vita. 

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