Car Noir: una Ferrari Dino sepolta

Car Noir: una Ferrari Dino sepolta

Queste foto sono state scattate nel febbraio del 1978 nel giardinetto di una casa qualunque a West Athens, Los Angeles. Mostrano alcuni uomini impegnati nel riportare alla luce una Dino 246 GTS precedentemente sotterrata. La domanda non può che sorgere spontanea: come diavolo può esser finito lì, seppellito, un gioiellino del genere? L’insolita scoperta venne fatta da alcuni ragazzini che stavano ravanando per gioco con la terra del cortile. Scava tu che scavo anch’io, saltò fuori una fuoriserie verde scuro metallizzato. Avvertiti i genitori, che a loro volta chiamarono la polizia, s’organizzò l’operazione di recupero.

Foto: Michael Haering via Jalopnik

Foto: Michael Haering via Jalopnik

DI CHI ERA? Era un esemplare di Dino GTS, telaio #07962, con cerchi Campagnolo e sedili Daytona, in buono stato di conservazione. Chi l’aveva interrata aveva fatto il possibile per cercare di preservarne almeno in parte bellezza ed integrità: erano stati posti dei fogli di plastica spessa contro i finestrini in modo da limitare eventuali infiltrazioni e il corpo vettura era stato ‘protetto’ con teli, asciugamani e grossi tappeti. Quando gli investigatori Joe Sabas e Dennis Carroll cercarono di risalire al proprietario tramite la targa 832 LJQ, scoprirono che la Dino era appartenuta ad un certo Rosendo Cruz – professione idraulico – che l’aveva acquistata nell’ottobre 1974 per circa 22mila dollari da Hollywood Sports Cars.

Ferrari Dino Rosendo Cruz Buried 1

UNA DECISIONE SORPRENDENTE. Era un regalo per la moglie, si scoprirà poi, e la vettura aveva percorso 806 chilometri in due mesi. La sera del 7 dicembre la coppia stava cenando al Derby Brown di Wilshire Boulevard e uscendo, dopo aver pagato il conto, s’accorse che la Dino era sparita nel nulla. Il signor Cruz sporse regolare denuncia e dopo qualche tempo incassò i soldi dall’assicurazione. Sorprendentemente, a ritrovamento avvenuto, dichiarò di non esser più interessato alla stupenda Dino che venne quindi ritirata dalla compagnia assicurativa: questa la cedette alla Bank of America che, in qualità di proprietaria legale del mezzo, decise di metterla all’incanto. Fu Brad Howard, allora giovane meccanico e ancora oggi proprietario, ad aggiudicarsi l’asta. Lui, avvalendosi della collaborazione di Giuseppe Cappalonga – l’allora guru delle classiche del Cavallino Rampante sulla West Coast – restituì all’auto tutto il suo antico splendore.

Ferrari Dino Rosendo Cruz Buried 3

SI SCOPRE LA VERITÀ. Questa storia, già abbastanza insolita, non finì qui. Infatti, ricerche incrociate da parte di Howard e di un giornalista americano, svelarono un interessante retroscena. Rosendo Cruz, in realtà, aveva ingaggiato due ladri specializzati in furti d’auto per far sparire la Dino e fregare la propria assicurazione. Le istruzioni di Cruz erano chiare: fare a pezzi il veicolo e disfarsene in modo definitivo, magari gettando le varie parti in mare, ben al largo. Tutto andò quasi come pianificato, se non che i due malviventi, innamoratosi di questa Dino GTS verde scuro metallizzato a prima vista, decisero di ‘salvarla’ sotterrandola in un cortile. Furono loro due a scavare la buca (!) e ad infilarci dentro la Dino. Purtroppo – o per fortuna – non riuscirono mai più a tornare sul luogo del misfatto e recuperarla.

  • 1 © Michael Haering via Jalopnik Ferrari Dino Rosendo Cruz Buried
  • 2 © Michael Haering via Jalopnik Ferrari Dino Rosendo Cruz Buried
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  • Ferrari Dino Rosendo Cruz Buried 2
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