
Dai camion alle stelle: la storia del V10 della Viper
Esistono motori ancora più grandi del V10 8 litri che equipaggia la prima Dodge Viper di sempre, e generalmente vengono usati per supportare il moto dei pianeti. Il propulsore di una delle più rabbiose americane di sempre è notoriamente colossale, grezzo e scorbutico, ed è per questo che noi – e tanti altri nel mondo – lo apprezziamo tanto. È emozionante nella sua imperfezione, vivo. Ad inizio 1992, a tre anni di distanza dal prototipo, Dodge comincia a vendere la Viper RT/10: l’aspetto è strepitoso, ma in pochi la ricorderebbero se sotto al cofano avesse avuto un asmatico tre cilindri…

UN SEMPLICIOTTO DAL CUORE GRANDE. Infatti, per quanto favoloso sia quel look presuntuoso, la Viper è rinomata per due fattori: l’assenza di controlli (volete scatenarla? Cavoli vostri) e il motore, un massiccio 8.0 ad aste e bilancieri con due valvole per cilindro. I cavalli/litro sono quelli di una utilitaria (50 cv/l), la coppia – 630 Nm – da supercar. L’origine del dieci cilindri è ‘povera’, deriva infatti dal V8 Small Block LA usato in vari pick-up, ma viene rivisto – con l’aggiunta di due cilindri – e implementato da… nientemeno che Lamborghini, all’epoca detenuta da Chrysler, che fino al 1998 ha detenuto da sola anche il marchio Dodge.

NON COMPLICHIAMOCI LA VITA… O LA MANUTENZIONE. Lo zampino italiano dà i suoi frutti. Il grosso propulsore ora ha blocco e teste in alluminio, coperchi valvole in magnesio, iniezione elettronica, doppio corpo farfallato ed eroga 400 cavalli tondi tondi, più di una Ferrari 348, più di una Testarossa o una Countach LP400S, con in più una valanga di coppia (ovviamente trasmessa alle sole ruote posteriori per rendere vivaci le cose). L’alesaggio è di 100,6 millimetri con 88,4 di corsa e un rapporto di compressione di 9,1:1, le 20 valvole invece hanno una disposizione affidabile ma antiquata, ad aste e bilancieri. Lamborghini stava studiando teste a quattro valvole per cilindro con alberi a camme in testa, tuttavia Chrysler preferì mantenere i costi più bassi e il progetto più semplice.

UNA MUSCLE CAR V10. Anche il sound della velenosa Dodge è particolare. L’ordine d’accensione non è comune (1-10-9-4-3-6-5-8-7-2), così come l’angolo tra le bancate di 90 gradi (derivando da un classico V8), ecco perché la Viper ha il timbro di un V10 mischiato ai toni profondi e burberi di un V8. Nel 1996 Dodge introduce la GTS, rimaneggiata per erogare 456 cavalli e ancora più coppia (664 Nm) senza variare i centimetri cubici del V10, con l’epoca moderna il motore crescerà fino a 8,4 litri, 645 cavalli e 813 Nm, diventando più raffinato e ancor più violento. La Viper non avrà il fascino esotico di una Carrera GT o di una Huracan STO, ma proprio le sue origini umili la rendono indimenticabile.





















