FCA-PSA: una lunga tradizione di alleanze

FCA-PSA: una lunga tradizione di alleanze

FCA e PSA hanno siglato l’accordo che farà nascere un gruppo da oltre otto milioni di autovetture l’anno. Sarà il quarto costruttore automobilistico del pianeta in termini di volumi e il terzo per fatturato. Non è la prima volta che il colosso italiano s’interessa alle case automobilistiche transalpine: alcuni mesi fa, infatti, nel mirino c’era stata un’ipotetica alleanza con Renault-Nissan.

MOLTI BRAND. Fiat Chrysler Automobiles – nato del 2014 – oggi annovera tra le sue file i marchi Fiat e Fiat Professional, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Abarth, Jeep, Chrysler, Dodge, Ram Trucks, Mopar ed SRT, mentre il PSA gestisce i marchi Peugeot, DS, Opel, Vauxhall e Citroën. Questo scenario ci rimanda indietro al 1968, anno dei tumulti e delle rivolte studentesche, ma altresì ricordato per aver fatto da testimone alla prima unione tra Fiat e Citroën, oggi più attuale che mai.

DA MICHELIN A FIAT. Sul finire degli anni Sessanta la casa francese vive uno dei periodi peggiori della propria storia. La sua immagine è legata alla mitica DS, che ha alle spalle già tredici anni di carriera, alla più spartana 2CV, nata nel 1948 e pronta per esser sostituita dalla meno fortunata Dyane e alla controversa Ami: una gamma scarna, molto uniforme e per certi aspetti poco competitiva in un mercato che richiede invece modernità e cambiamento. Fiat entra in gioco in questo contesto, mentre cerca di guadagnarsi una posizione di leadership nel Vecchio Continente cercando di accorpare alla sua realtà quante più aziende possibile. Citroën è una preda ambita: sia in virtù del singolare know-how tecnologico che porterebbe in dote sia per la sua volontà di offrire un aiuto al marchio Maserati, in quegli anni prossimo al fallimento, dal quale avrebbe attinto prestigio per creare una nuova vettura francese che si sarebbe posizionata sopra la DS. La Michelin – che controllava la casa parigina – cede quindi il 49 per cento di Citroën a Fiat e i frutti di questa relazione non tardano ad arrivare, così come la sua inesorabile fine.

citroen-sm-1970-posteriore-laterale

CITROËN SM. Anche conosciuta come Citroën-Maserati, la SM è un’autovettura di fascia alta prodotta dal 1970 al 1975 in poco meno di 13mila esemplari. Monta un V6 da 2670 cc realizzato sotto la supervisione di Giulio Alfieri: forte di 170 cavalli, unitamente alla profilatura aerodinamica della carrozzeria e a un peso a vuoto di 1450 kg, raggiunge i 220 km/h. Fino all’arrivo dell’Audi 200 nel 1983, la SM è la più veloce vettura a trazione anteriore di serie; vanta anche – novità per l’epoca – uno sterzo servoassistito con indurimento progressivo in funzione della velocità e, naturalmente, le iconiche sospensioni idropneumatiche.

maserati-quattroporte-ii-1974-fwd

MASERATI QUATTROPORTE II. Si tratta della ‘sorella’ della SM nonché prima e unica vettura del Tridente a trazione anteriore. La produzione della Quattroporte II si ferma a soli 13 esemplari: a causa della crisi petrolifera e anche perché ritenuta non remunerativa da Peugeot che nel 1974 assumerà il controllo di Citroën. Del totale, sette esemplari verranno completati dalla ulteriore nuova proprietà De Tomaso. Flop totale.

maserati-bora-laterale-1971

MASERATI BORA. Ha più fortuna questa coupé: due posti a motore V8 centrale da 310 cavalli disegnata da Giorgetto Giugiaro. Presentata nella sua forma definitiva a Ginevra nel marzo del 1971, la Bora viene messa in vendita dopo l’estate. Il telaio era un monoscocca in acciaio con sospensioni indipendenti sulle quattro ruote, molle a spirale, ammortizzatori telescopici e barre antirollio – soluzione mai adottata prima su una Maserati stradale. L’avanzata idraulica presa in prestito da Citroën viene adattata per azionare i freni a disco autoventilanti, il servosterzo, i fari a scomparsa, lo sterzo e la pedaliera regolabili e la frizione monodisco. Viene prodotta in 1128 esemplari.

maserati-merak-1972-laterale

MASERATI MERAK. Parallelamente si decide di produrre anche una versione minore, che possa competere con la Dino GT4 e la Lamborghini Urraco. Nasce così nel 1972 la Merak, dove al complesso telaio tubolare della Bora si preferisce una più economica scocca portante in acciaio. Il suo motore V6 è quello usato sulla SM, da cui viene preso in prestito – come per la Bora – anche il sistema idraulico, qui usato per servofreno sui quattro dischi autoventilanti e per i fari a scomparsa.

fiat-132-posteriore

FIAT 132. Nel 1973 Gianni Agnelli e la Fiat restituiscono il 49 per cento di Citröen, ma tra i progetti in comune tra la due case sarebbero poi nate la Citroën CX e la Fiat 132. Se la 132 verrà progettata con un occhio alla gamma Citroën – studiata per potersi inserire nel vuoto lasciato tra l’esordiente GS e l’ammiraglia di casa – la CX potrà usufruire dei contributi dei tecnici sabaudi per la realizzazione di nuovi cambi manuali. 

citroen-cx-1974

COSA SUCCEDE? Nel 1974 subentra Peugeot SA che acquisisce il 38,2 per cento di Citroën e nel 1976 si fonde con essa, incrementando la partecipazione all’89,95 per cento. Nasce così la PSA – Peugeot Société Anonyme – successivamente modificato in PSA Peugeot Citroën e poi ancora in Gruppo PSA. Oggi FCA si è fusa con PSA, quali saranno i vantaggi – o gli svantaggi – di questo ennesimo sodalizio? Il dibattito è appena cominciato.

  • citroen-sm-1970-posteriore
  • citroen-sm-1970-anteriore
  • citroen-sm-1970-posteriore-laterale
  • maserati-quattroporte-ii-1974-fwd
  • maserati-merak-1972-laterale
  • maserati-merak-1972-interni
  • maserati-merak-1972-laterale
  • fiat-132-posteriore
  • citroen-cx-1974
  • maserati-bora-frontale-1971
  • maserati-bora-posteriore-laterale-1971
  • maserati-bora-laterale-1971
CONDIVIDI SU

Lascia un commento

INCENTIVE
VIDEO
ALTRI VIDEO