Gordon Murray: dalle ‘ventole’ alle hypercar

Gordon Murray: dalle ‘ventole’ alle hypercar

In Formula 1, negli anni Settanta, entra in scena un nuova generazione di progettisti. Rispetto a coloro che li hanno preceduti sono maggiormente interessati alle questioni aerodinamiche e, di conseguenza, allo sviluppo di soluzioni tecniche capaci di incrementare le prestazioni delle monoposto indipendentemente dalla potenza dei loro propulsori. Questi designer rispondono ai nomi di Patrick Head, John Barnard e – last but non least – Gordon Murray.

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NIENTE LOTUS, OK BRABHAM E McLAREN. Nato a Durban, Sudafrica, nel 1946, arriva in Inghilterra nel 1969, speranzoso di trovare un’occupazione alla Lotus. Viene invece assunto in Brabham e, quando Bernie Ecclestone ne diventa capo, lo nomina Chief Designer. Qui Murray progetta numerose vetture, tra cui la BT46B – quella con l’enorme ventola posteriore a creare uno spaventoso effetto suolo e un V12 Alfa Romeo a spingerla – la BT49 e la BT52, che vinceranno il Campionato del Mondo di Formula 1 con Nelson Piquet nel 1981 e nel 1983 (il libro di Luca Dal Monte racconta bene questa eccezionale parentesi storica, ndr). Nel 1987 Ron Dennis lo chiama in McLaren, dove prende il posto di Barnard come direttore tecnico. Dal sodalizio con la casa di Woking nascono la MP4/3 – che vince tre gare nel 1987 – e la MP4/4 – che vince 15 gran premi su 16, consegnando ad Ayrton Senna il suo primo titolo mondiale; Murray si rivela fondamentale anche nello sviluppo delle MP4/5 e MP4/5B, campioni del mondo nel 1989 e 1990.

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DALLA FORMULA UNO ALLA F1. Nel 1991, mentre Senna si appresa a vincere il proprio terzo e ultimo titolo mondiale sulla MP4/6, Murray inizia la sua collaborazione – che durerà fino al 2004, con McLaren Cars. È qui che progetta la mitica, intramontabile e insuperabile McLaren F1. Spinta da un V12 BMW capace di sprigionare 627 cavalli, pesante solo 1138 chilogrammi – grazie all’adozione di materiali come carbonio, titanio, oro, kevlar e magnesio – e forte in un Cx pari a 0,32, riesce a passare abbondantemente in 350 km/h. E a bordo c’è spazio per tre persone: il pilota si trova in posizione centrale leggermente avanzata e i due passeggeri quasi al suo fianco. Prodotta in soli 106 esemplari, è ancora oggi una delle vetture più veloci mai apparse sulla terra. Nel 1998, una McLaren F1 XP5 prototipo raggiunge i 386,4 km/h ed entra nel Guinness World Record.

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UNA STELLA FIRMATA MURRAY. Tra il 2002 e il 2003 contribuisce alla nascita della McLaren-Mercedes SLR e negli anni successivi, riunendo un gruppo di progettisti ex McLaren, progetta la Caparo T1 e la Light Car Company Rocket. Nel 2007 si mette in proprio, fondando la Gordon Murray Design. Qui il valente Murray progetta l’Ox – un furgoncino pensato e sviluppato appositamente per essere utilizzato nei paesi in via di sviluppo – la concept Yamaha MOTIV.e – city car a mobilità sostenibile nata dalla Murray T.25 – la nuova TVR Griffith e la Toray Teewave AR.1, sportiva ad emissioni zero che fa della leggerezza il proprio punto di forza.

T.50 Press Release Image (1)

L’EREDE DELA F1. Come anticipato qui pochi giorni fa, il prossimo maggio verrà svelata la T.50 (ve ne abbiamo parlato qui per la prima volta e in quest’altro articolo la scorsa settimana)  , nuova e impressionante hypercar partorita dall’instancabile genio di questo affabile, baffuto e straordinariamente intuitivo ingegnere sudafricano. Il nostro consiglio? Allacciatevi le cinture e tenetevi ben forte.

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