Hai mai visto una Jeep Renegade con un V8 Hemi?
La Jeep Renegade non ha bisogno di molte presentazioni. Lanciata nel 2014, è stata la prima crossover compatta della casa americana, nonché il modello che ha aperto Jeep a un pubblico più giovane e urbano senza tradire del tutto il DNA fuoristradistico del marchio. Un successo commerciale, soprattutto in Italia, che ha segnato una svolta importante nella storia recente di Jeep. Eppure, per qualcuno, tutto questo non bastava. Alla fine del 2020, Mike Martin – un appassionato con una visione chiara e forse un pizzico di follia – decide che la Renegade merita qualcosa di molto più interessante di ciò che Stellantis aveva mai osato offrire. L’obiettivo dichiarato: costruire una Renegade come nessun’altra al mondo. Lo strumento del crimine: una Dodge Charger R/T del 2016 acquistata come donatrice di organi, pronta a cedere il suo cuore pulsante alla piccola crossover.

COME CI ENTRA? Ovviamente, infilare un V8 di 5,7 litri sotto il cofano di una Renegade non è esattamente come cambiare le pastiglie dei freni. Martin ha dovuto innestare porzioni del pianale e del tunnel del vano motore della Charger direttamente nella scocca della Jeep, solo per trovare lo spazio fisico necessario ad accogliere il propulsore e la relativa trasmissione. E una volta risolto il problema meccanico, è arrivato quello elettrico: il veicolo è stato ricablato da zero, affinché ogni sistema funzionasse in modo corretto e armonioso. Il risultato finale è una Renegade che gira con una compostezza esemplare, come se la Jeep avesse davvero prodotto una versione V8 di serie.

NULLA (O QUASI) È COME PRIMA. In cinque anni di lavoro, Martin ha documentato ogni fase del progetto in quasi 50 video sul suo canale YouTube, una saga che racconta meglio di qualsiasi parola quanto sia stato profondo e totalizzante questo lavoro. E infilare il motore, ovviamente, era solo l’inizio. La Renegade sfoggia oggi freni derivati dalla Hellcat, sospensioni pneumatiche che abbassano l’assetto, una carrozzeria profondamente ritoccata e un abitacolo che mescola il pratico con il sontuoso (o con il sopra le righe, a seconda dei punti di vista). Infatti anche all’interno dell’abitacolo Martin non si è certo risparmiato: la pacifica crossover nasconde infatti un roll cage costruito su misura e un impianto audio completamente personalizzato, realizzati nel garage di casa. E ci si poteva far mancare un cielo stellato di ispirazione Rolls-Royce, realizzato con fibre ottiche integrate nel rivestimento del tetto?

IL V8 TORNA DI MODA. La storia di questa Renegade assume oggi un sapore ancora più interessante, alla luce del recente cambio di rotta di Stellantis. Dopo anni contraddistinti da un eccesso di ottimismo sulla domanda di auto elettriche a breve termine, il gruppo ha annunciato di voler riportare in produzione proprio il motore Hemi V8, estendendo la sua disponibilità a un numero crescente di modelli. La Renegade, per forza di cose, sarà fuori dai giochi, visto che la sua produzione è stata interrotta: ma perché non pensare a una versione high-performance della Compass con il “motorone” sotto al cofano? Sognare non costa nulla e se Stellantis non dovesse accontentarci possiamo sempre chiedere aiuto a Mike Martin!



















