
Jalpa: la baby-Countach a una frazione del prezzo
Personalmente adoro il giallo, ho comprato una moto solamente perché era di quel colore… e nemmeno avevo la patente, ma ci sono pur sempre dei limiti estetici. A meno che non vi chiamiate Lamborghini, una casa automobilistica le cui sportive creano scalpore, sono estroverse, teatrali, scenografiche, tutto tranne che sottotono. Il limone con le ruote in foto è una delle Lambo meno note del parco auto di Sant’Agata Bolognese, ovvero una Jalpa, erede della ancor meno nota Silhouette, a sua volta erede della Urraco.

RARA NON PER SCELTA. La spigolosa Lamborghini Jalpa (il nome, come da prassi, deriva da una razza di tori) resta in produzione per ben sette anni, dal 1981 al 1988, ma vende solamente 410 unità nonostante il suo posizionamento da ‘entry level’. Visto che una Countach per molti è inarrivabile economicamente (e anche troppo impegnativa da guidare) Lambo ripropone una sportiva sempre a motore centrale, sempre disegnata dalla carrozzeria Bertone e con prestazioni non certo da calesse, eppure la piccola Lambo viene snobbata dai più, il che la fa diventare alquanto rara, molto più della sorellona maggiore.

NON È UN RAZZO, MA GUARDATELA! Il cuore della Lamborghini Jalpa deriva dalla Silhouette, un V8 3.5 aspirato da 255 cavalli per uno 0-100 in sei secondi e una velocità di punta vicina ai 250 km/h; il peso di 15 quintali non aiuta, comunque all’epoca se la gioca con la Ferrari 308 GTB. Se la sportiva di Maranello ha una linea fine e pulita la Jalpa è un palestrato disegnato col righello: squadrati passaruota allargati, superfici nette e taglienti, due prese d’aria praticamente rettangolari e un alettone che non vuole aver nulla da invidiare alla Countach 5000 QV. I fari a scomparsa e i bellissimi cerchi pieni con le feritoie per sfogare il calore completano un design presuntuosamente riuscito.

SCELTA OBBLIGATA. Le Jalpa sono state prodotte in svariati colori – bianche, nere, blu, argento rosse… – ma se dovete acquistarne una, coupé o targa che sia, puntate sul giallo, un colore che ne esalta le linee scolpite con l’accetta e che la renderà vistosa il giusto. Dopotutto è una Lamborghini. L’esemplare all’asta tramite ‘Bring a Trailer’ pare essere uno dei soli 7 ad aver lasciato S. Agata in ‘Giallo Fly’, è Targa e non arriva a 6.000 chilometri percorsi.

OPEN BAR. Come dicevamo inizialmente persino questo meraviglioso colore può essere eccessivo, difatti i cerchi OZ da 16’’ li avremmo lasciati argento (averli in tinta con la carrozzeria era un optional), ma parliamo di una Lambo con un alettone che potrebbe essere il bancone di un bar, quindi va bene così. Gli interni compensano con un po’ di sobrietà, solamente i bordini di sedili, pannelli e tappetini sono gialli mentre il resto è in pelle nera. L’asta si è chiusa a 148.000 dollari, non male per una esotica supercar italiana che potrebbe ravvivare un’intera settimana di pioggia e nebbia solo uscendo per strada.
































