Lada 4×4: onore alla sostanza

Lada 4×4: onore alla sostanza

Il 12 marzo del ’47 il discorso del Presidente americano Truman al Congresso sulle paure di Grecia e Turchia per l’espansionismo sovietico marcano l’inizio della Guerra Fredda. L’industria automobilistica dell’Est, che non ha mai raggiunto gli esiti straordinari dell’Europa Occidentale, rimane indietro. Non c’è automobilismo sportivo, non ci sono Gran Turismo, c’è poco niente: giusto un paio di Tatra e qualche limousine russa (ZIS o ZIL) per gli zar. Ma sono casi sporadici: l’automobilismo oltre-cortina rimane congelato, fino alla Caduta del Muro, a una concezione profondamente retrograda e di massa: auto piccole e semplici per uno sterminato pubblico autorizzato a sceglierne sì e no il colore. Ciononostante l’automobilismo sovietico (o quello tedesco fortemente influenzato da questo scenario politico-social-culturale) ha prodotto miti assoluti: Zaz, Polski-Fiat Polonez, Zastava, Skoda, Moskvitch, Wartburg, Yugo… E tra questi la Lada 4×4.

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LA JEEP SOVIETICA, LA CAMPAGNOLA OLTRE IL MURO. Nel 1971 l’AvtoVaz riceve l’incarico di progettare un nuovo fuoristrada, un veicolo da lavoro con trazione integrale a suo agio nelle fattorie e sui rettilinei infiniti delle lande desolate del blocco sovietico. Il progetto 2121 si traduce in un primo prototipo con numerosi pezzi Fiat. Somiglia vagamente a una Jeep, ha il tetto in tela ma è troppo rustico. Viene aggiunto un hardtop ma l’auto non convince e viene accantonata. Nel ’73 ecco un secondo prototipo ispirato alla Fiat 127: ha dimensioni compatte, più in linea con l’ascesa delle hatchback due volumi con portellone dell’Europa dell’Ovest. Un terzo prototipo derivato dalle berline su base Fiat 124-125 appare nel ’74 ed è più convincente. Nei mesi successivi il team degli sviluppatori esegue test dinamici in tutta l’Asia, nelle condizioni più diverse fino alle più difficili (deserto, taiga, steppa, montagna, Siberia…) Il 24 febbraio 1976, al congresso del partito comunista, la Lada 4×4 viene presentata nella sua versione definitiva.

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PARIGI ’78. Il debutto in società avviene al Salone di Parigi del 1978. La 4×4 si basa su un telaio con carrozzeria autoportante, sospensioni anteriori a ruote indipendenti e posteriori a ponte rigido. Il motore è un 4 cilindri 1.6 di derivazione Fiat 124 con distribuzione monoalbero, valvole laterali comandate a catena e carburatore.  La trasmissione è un’architettura di tutto rispetto: trazione integrale permanente con differenziale centrale bloccabile e marce ridotte in abbinamento ai quattro rapporti ‘lunghi’. L’impianto frenante è del tipo misto, con dischi anteriori e tamburi posteriori. Su strada è un vero carro armato: passo corto, ottimi angoli d’entrata e uscita, grande motricità, a suo agio su terra, neve e fango, dotata di tutte le qualità che ti aspetti da un tout terrain che bada alla sostanza. Ma è anche spaziosa e confortevole. Nell’Europa Occidentale viene commercializzata come Niva 1600. Nella prima metà degli Anni ’80 si aggiorna: giusto una rinfrescata allo stile.

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SECONDA SERIE. Nel 1993 va in pensione la prima generazione. La Lada 4×4 mk2 mantiene inalterati i capitolati del progetto ma inizia a farsi più moderna. Resta in vendita con il motore 1.6 a carburatore ma per i mercati d’esportazione è equipaggiata con un 4 cilindri 1.7 a iniezione, che nel 2002 diventa multipoint. Inoltre, a seconda dei mercati è c’è una 4X4 per l’ambiente rurale o, per i mercati più a occidente, la Niva più civile. A stretto giro arrivano la 4×4 passo lungo con cinque porte e la versione Turbodiesel con propulsore Peugeot. Tuttavia a causa del motore poco potente (seppure molto parsimonioso), le vendite sono modeste e nel 2001 vengono interrotte. Nel 2006 cessa la produzione del motore a carburatore e in breve tempo General Motors acquisisce i diritti sul nome Niva.

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OGGI. Nel 2014 Lada presenta la 4×4 Urban: continua imperterrita a rimanere ancorata ai suoi principi e alle sue caratteristiche tecniche e si accontenta solo di adeguarsi ai tempi con pochi aggiornamenti tecnico-stilistici. Ormai è diventata un suv medio. Ha il bloccaggio elettronico del differenziale centrale, nuovo motore 1.8 da 95 cv. Nel 2017, anno della celebrazione dei quaranta anni, le si affianca la Lada 4X4 Bronto riservata all’uso prevalentemente fuoristradistico. Oggi la Lada 4×4 è in listino sul mercato domestico in numerose versioni con tre o cinque porte, saldamente ancorata ai suoi valori. In Italia non è importata ufficialmente.

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