Mission R, la superbike EV. Che non ce l’ha fatta

Mission R, la superbike EV. Che non ce l’ha fatta

La prima domanda che ti passa per la testa in questo momento è “perché dovrei leggere di una moto che non potrò mai avere?”, perché è stata rivoluzionaria. Quando nel 2007, nella quartiere della missione di San Francisco un gruppo di centauri impallinati ha cominciato a smontare Ducati 996 e Super Sport per rimpiazzare i propulsori desmodromici con quelli assetati di litio, be’, sembrava la luna. Eppure partivano da una considerazione molto semplice: per fare un’auto ci sarebbero voluti troppi soldi. Omologazioni, normative, sicurezza – Elon Musk avrà vita dura – pensavano. Per questo motivo la Mission Motors ha puntato su una prima supermoto, a batterie. All’inizio erano in tre, Mason Cabot, Forrest North e Edward West, ma già nel febbraio di undici anni fa, la Mission One sfrecciava a velocità imbarazzanti anche per moto bruciadinosauri: 241 km/h, con un’autonomia di oltre 240 chilometri.

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DALLE MOTO AI MOTORI. I siliconvalioti, si sa, quando sognano, sognano in grande. E così, per disegnare la Mission One hanno addirittura chiamato Yves Behar (ti ricordi lo smart braccialetto UP della Jawbone? Lui). Nel 2010 arriva la R, col motore elettrico, a induzione e con tanto di raffreddamento a liquido per le batterie. Il telaio era stato disegnato da James Parker, mentre la moto è firmata Tim Prentice (papà della Triumph Speed Triple di quel periodo), ecco perché la Mission R prende ben due premi per la qualità del design. Ma un certo punto qualcosa s’inceppa. Per vendere tante moto ci vuole una rete di assistenza. E qui cominciano i problemi. Meglio ripiegare sulla fornitura di motori elettrici a chi ce l’ha già: ecco perché la Project LiveWire dell’Harley monta un Mission motor(e).

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LA FINE. Stavano andando bene, ormai avevano saputo reinventarsi come quelli dei motori elettrici giusti. Troppo giusti. Perché un giorno qualcuno bussa alla porta, è la Apple: sono gli anni in cui sembra che la mela morsicata stia per buttar fuori un’anti Tesla e per questo comincia ad assumere genietti della Mission Motors in blocco. Queste foto sono state scattate al Sonoma Raceway, giusto al di là del Golden Gate, durante un test della R (che stabilisce un record di accelerazione sul quarto di miglio in 10 secondi, con una velocità di uscita di quasi 200km/h). Fine della storia, peccato. No?

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