Peugeot e Pikes Peak: le eroine della cronoscalata

Peugeot e Pikes Peak: le eroine della cronoscalata

PEUGEOT 405 T16 PIKES PEAK (1988). La prematura uscita di scena del Gruppo B segna anche la fine dell’avventura Peugeot nella massima categoria del Campionato Mondiale di Rally. La casa del Leone non ha però intenzione di consegnare così presto alla storia la 205 T16, che infatti si evolve nella 205 T16 Grand Raid e si dedica ai più importanti rally africani. Nel 1987 arriva la 407, più lunga e potenzialmente ideale per dune, ampi curvoni e salite, ma, quell’anno, c’è un altro costruttore a caccia di record con una ‘vecchia gloria’ del Gruppo B: è l’Audi che con Walter Roehrl al volante di una mostruosa Sport Quattro SWB appositamente preparata ha conquistato la cronoscalata di Pikes Peak. La casa del Leone decide così di rilanciare e l’anno successivo si presenta sulla montagna del Colorado con la nuova 405 da corsa: è un mostro con un telaio ‘misto’ monoscocca e tubolare, quattro ruote motrici e sterzanti e superfici alari abnormi. Gli oltre 600 cavalli su un peso inferiore ai 900 kg della vettura sono affidati nelle mani del pilota Ari Vatanen: parte, aggredisce la salita, danza sul brecciolino e difficilmente tiene le ruote dritte. Il silenzio della montagna è divorato dal tuono della sua 405 T16 costantemente di traverso. Giunge in vetta in 10’47″77, un vero record

PEUGEOT 208 T16 PIKES PEAK (2013). A 25 anni da quel record e con una grande novità – tutti e venti i chilometri della cronoscalata sono stati asfaltati nel 2012 – la Peugeot torna all’assalto in terra americana con questo ‘mostro’ travestito da Peugeot 208. Il suo telaio è un reticolo tubolare con, al centro – perfettamente bilanciato – un sei cilindri a V di 3,2 litri biturbo capace di 875 cavalli. Ancora: con un peso di 875 kg la 208 T16 Pikes Peak ha lo stesso rapporto peso potenza di una Koenigsegg One:1, un chilo per cavallo. Le performance ‘moto-telaistiche’ sono allo stesso livello (se non migliori) di una monoposto di F1 mentre l’aerodinamica si avvale di un’ala larga due metri proveniente da niente di meno che la Peugeot 908 HDI, il prototipo LMP1 utilizzato a Le Mans e nelle altre gare del WEC. Per scaricare a terra tutta questa potenza la 208 T16 Pikes Peak si avvale della trazione integrale e di un cambio sequenziale a sei rapporti. Con queste premesse le prestazioni sono non possono che essere sbalorditive: da 0 a 100 km/h in 1″8 da 0 a 200 in 4”8, e 240 km/h di punta velocistica (raggiunti in 7 secondi). L’1 luglio 2013 Sebastian Loeb raggiunge la vetta della montagna in 8’13″878 e migliora di oltre un minuto e mezzo il tempo di Rhys Millen dell’anno prima.

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