Questa Volvo sportiva oggi è introvabile (e costa più di una RS 4)

Questa Volvo sportiva oggi è introvabile (e costa più di una RS 4)

Se pensate a quale sia stata la Volvo 100% termica più potente e avete in mente i turbo ad alta pressione delle S60R-V70R, i 6 cilindri turbo delle V70-S80 T6 o l’8 cilindri Yamaha della XC90 (qui la più folle) e della S80 4.4 V8 siete sulla cattiva strada. In parte giustificati, sia ben chiaro, perché la vettura di cui parliamo in questo articolo non è stata commercializzata in tutto il mondo e neanche nell”intera Europa. Nel 2010 la Casa di Goteborg aveva presentato la prima serie della wagon compatta V60 e la corrispondente berlina S60. Declinati con motorizzazioni benzina e diesel a 4, 5 e 6 cilindri, i modelli Volvo di fascia intermedia non sono nate con ambizioni prestazionali, salvo semmai far baluginare una sensibilità ecologica dovuta alla motorizzazione D6 plug-in ibrida diesel, prima vettura a sfoderare una power-unit ibrida ricaricabile a gasolio, forte dei 215 CV (220 dal 2016) del suo 5 cilindri turbodiesel accoppiato a un’unità elettrica da 70 CV.

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LA PRIMA VOLVO NON ELETTRIFICATA DA 350 CV. È nel 2015 però che debutta il modello della svolta per i veri petrolhead: si chiama Volvo V60 Polestar ed è mosso dalla versione potenziata del 6 cilindri turbobenzina da 3 litri di cilindrata che, nell’iterazione standard esprime 306 CV. Polestar, prima di diventare il marchio 100% elettrico di Volvo, rappresentava il brand “high-performance” della Casa svedese e il suo team veniva schierato nei campionati Turismo europei e non solo, principalmente con le S60 ma non solo. Il trattamento riservato all’esacilindrico in linea da 2953 cc lo portava a quota 350 CV, con la coppia massima che passava da 440 a 500 Nm, distribuita sulle 4 ruote attraverso il sistema di trazione integrale Volvo che privilegia la ripartizione sull’asse anteriore. Una punta massima di 250 km/h e uno 0-100 km/h in 4,7 secondi, complice un cambio automatico a 6 rapporti con paddles al volante ricalibrato in virtù delle superiori prestazioni, sono i numeri che esprimono le prestazioni della prima V60 Polestar. Con il model-year 2017 e il progressivo abbandono dei propulsori pluricilindrici a favorire il passaggio dell’intera gamma termica e ibrida al 4 cilindri da 1969 cc, la V60 Polestar cambia identità: 367 CV (contro i 306 della coeva T6 AWD a 6 cilindri) e 470 Nm di coppia (qui il frazionamento inferiore nulla può contro il precedente 6 cilindri).

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ASPETTO DISCRETO, ASSETTO DA TRACK-DAY. Ma perché la Volvo V60 Polestar accende i nostri cuori, soprattutto se si tratta della prima versione, quella mossa dal 6 cilindri 3 litri da 350 CV? Come tutte le precedenti Volvo ad alte prestazioni, a partire dalle 242-244-245 Turbo, anche questa wagon fa della sobrietà la sua cifra stilistica. Tuttavia beneficia di importanti upgrade tecnici e tecnologici capaci di trasformarla in un’autentica divoratrice di curve. Insieme con il motore potenziato, l’auto ha infatti ricevuto una vasta gamma di aggiornamenti alle sospensioni, tra cui speciali ammortizzatori realizzati da Öhlins più rigidi dell’80% rispetto a quelli delle V60 T6 di serie, freni a disco ventilati con pinze a 6 pistoncini Brembo (stesso fornitore della V70 R mk2), braccetti delle sospensioni anteriori rinforzati con il carbonio e nuove barre antirollio. Le modifiche estetiche non prevedono allargamenti della carrozzeria, come invece accade per le Audi RS4 Avant o la successiva BMW M3 Touring, ma includono invece cerchi in lega leggera da 20 pollici dalla foggia specifica, uno splitter anteriore e uno spoiler posteriore e cuciture interne in colori contrastanti a vivacizzare la selleria. Al momento del lancio, gli unici colori disponibili erano il nero metallizzato e l’azzurro intenso denominato “Rebel Blue”, successivamente sono stati aggiunti il bianco e l’argento metallizzato.

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POCHI ESEMPLARI, POCHISSIMI QUELLI DISPONIBILI. Adesso che vi abbiamo fatto venire l’acquolina alla bocca, sorgono i problemi. Il primo è dove trovarne una, visto che in Italia questa versione così appetibile non è disponibile in alcun marketplace on-line. In Europa la situazione è appena migliore, con un paio di esemplari che abbiamo reperito in vendita, tra Spagna e Germania, a prezzi compresi tra 33.900 e 40.000 euro. Ma si tratta della 4 cilindri 2 litri da 367 CV, non della più autentica 6 cilindri 3 litri da 350 CV e 500 Nm. In breve, l’auto merita ma richede molta pazienza. E, tra le Volvo più recenti, è l’unica davvero collezionabile, con valutazioni che superano nettamente quelle delle coetanee Audi RS4 Avant e Mercedes-Benz C63T AMG.

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