Sedici volte 16V: le italiane più “hot”

Sedici volte 16V: le italiane più “hot”

A cavallo tra gli anni ’80 e ’90 è successo di tutto: lo sfascio dell’URSS, la nascita dell’Unione Europea, della Seconda Repubblica, del web e di eBay. È decollata la mania del telefonino e della serie Beverly Hills 90210. E nel mondo dell’auto? Sono nate le “GTI” e le “16 valvole”, le medie compatte ridondanti di cavalli. Eccone quattro con passaporto italiano che fanno battere forte il cuore degli appassionati. 

Fiat Tipo 2.0 i.e. 16V

Fiat Tipo 2.0 i.e. 16V

FIAT TIPO 2.0 I.E. 16V. Nel 1989, a un anno di distanza dal lancio, la Fiat Tipo guadagna due 1.8, il più potente dei quali, un “bialbero” Lampredi derivato dal 2.0 della Lancia Thema, può contare su una potenza di 136 CV. La Tipo equipaggiata con questo grintoso quattro cilindri si riconosce a colpo d’occhio grazie ai paraurti di plastica nera ornati da un sottile profilo rosso e con i fendinebbia integrati, al terminale di scarico nero e ai copricerchi dal disegno più sportivo (le ruote in lega sono optional). Il 1.8 comincia a sgranchirsi dopo i 3.500 giri, ma la musica cambia a quota 4.500, con allunghi decisi ben oltre i 200 orari e uno “0-100” archiviato in meno di 9 secondi. Nel 1991 lo scettro di versione più sportiva della gamma passa alla Sedicivalvole, con tanto di scritta a tutta larghezza sul portellone. Il look è ancora più aggressivo, con minigonne, specchietti in tinta e cerchi diamantati. Il 2.0, abbinato allo stesso cambio a cinque marce della 1.8, ma con la quinta un po’ più lunga, fornisce 148 CV: non incollano al sedile, ma agli alti regimi sanno divertire. Nel maggio del 1993 debutta la versione tre porte, leggermente meno potente e meno veloce.

Alfa Romeo 145 Quadrifoglio Verde

Alfa Romeo 145 Quadrifoglio Verde

ALFA ROMEO 145 QV. Basata sulla meccanica della Fiat Tipo, l’Alfa Romeo 145 ne è, in un certo senso, la “cugina” più sportiva. Pur meno brillante dell’Alfa 33 di cui raccoglie l’eredità, nel look rende onore alla tradizione del marchio, con un frontale aggressivo, una slanciata carrozzeria a due volumi e un taglio netto al posteriore con un caratteristico lunotto “a V” che tramanderà anche Alfa 147. Al debutto i motori sono tutti boxer di derivazione Alfasud, incluso il potente 1.7 con testa a 16V che aveva equipaggiato la più sportiva delle Alfa 33 (ma con 129 CV anziché 137 per via del catalizzatore). Nel 1997 arrivano i Twin Spark della famiglia Pratola Serra: il più potente di questi quattro cilindri a doppia accensione è un 2.0 con 150 CV e muove la grintosa versione Quadrifoglio Verde, una hot hatch in grado di “bruciare” lo “0-100” in 8,3 secondi e di superare la soglia dei 210 km/h.

Alfa Romeo 146 TI

Alfa Romeo 146 TI

ALFA ROMEO 146 TI. La “sorella” a cinque porte dell’Alfa Romeo 145 ne mantiene l’impostazione con motore e trazione anteriori di derivazione Fiat, nonché i motori, incluso il grintoso 2.0 Twin Spark della Quadrifoglio. In abbinamento all’Alfa 146, però, il più “hot” dei quattro cilindri suggerisce alla casa milanese di “rispolverare” l’acronimo TI, una sigla mitica che sta per “Turismo Internazionale” e di cui per prima si era fregiata, negli anni ’50, la grande berlina sportiva 1900. Rispetto alla 145 la carrozzeria è più sobria, mentre le prestazioni sono ugualmente vivaci, con un tempo di 8,5 secondi per scattare da 0 a 100 km/h e una punta massima di 211 km/h.

Lancia Delta HPE 2.0 HF

Lancia Delta HPE 2.0 HF

LANCIA DELTA HPE 2.0 HF. Un po’ per il design, a detta di molti sobrio ai limiti dell’anonimato, un po’ per la mancanza del fil rouge che legava alle corse la mitica antenata, la Lancia Delta di seconda generazione non è mai riuscita a scaldare più di tanto il cuore degli appassionati. Discorso a parte, però, merita la HPE a tre porte nella versione più “hot”, ossia la HF, mossa da un 2.0 a sedici valvole turbo in grado di fornire 186 CV, tutti scaricati sulle ruote anteriori e tenuti a bada da un giunto viscoso che migliora il grip in curva e in condizioni di scarsa aderenza. La guida? Quanto a emozioni, quelle dispensate dalla leggendaria “Deltona” sono un ricordo piuttosto sbiadito, ma lo scatto e l’allungo non sono poi così inferiori, con uno “0-100” archiviato in poco più di sette secondi e una velocità di punta vicina ai 220 orari. 

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Un commento su “Sedici volte 16V: le italiane più “hot””
  • t5457925 ha scritto:

    be che dire quanti ricordi ma se non dimentico della delta c’era anche la versione da 139 cv del 16 v a aspirato o meno potente 1.8 più equilibrato montato 5 porte anche della brava 1.8 16 valvole non era potente 113 cv pero parlando di hot hatch la punto 1.8 16 valvole 131 montato su barchetta e coupè la versione sporting e Abarth era una bestia se elaborata

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