Velocità e passione: Virgilio Conrero, il mago dei motori

Velocità e passione: Virgilio Conrero, il mago dei motori

GLI ALBORI. Per tutti il destino è sconosciuto, ma a certe persone riserva sorprese (buone e cattive) ancora più grandi. Virgilio Conrero lo impara fin da giovane: nel 1933, a quindici anni, quando un’esplosione distrugge l’azienda di famiglia e causa la morte di tredici persone, tra cui il padre. Il giovane deve lasciare gli studi e cominciare a lavorare, ma Virgilio ha carattere; in pochi anni passa da un impiego in un’industria tipografica al ruolo di motorista per la Fiat Aviazione dove resta fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Poi si sposta in un’azienda siderurgica della Val d’Aosta dove le sue abilità gli fanno guadagnare il soprannome di ‘mago’. Da lì a poco la sua vita cambia nuovamente: insieme all’amico-collega Giovanni Savonuzzi, ingegnere, intraprende l’attività di preparatore per auto da corsa e nel 1952 fonda l’Autotecnica Conrero. Il boom del dopoguerra fa esplodere il mercato dell’auto e le competizioni si moltiplicano; basta poco e Conrero comincia a vedere i frutti della sua tenacia e del suo lavoro. E il suo nome è ormai sulla bocca di tutti: prepara auto che corrono dalla Mille Miglia alla 24 Ore di Le Mans, passando nientemeno che per la Formula 1.

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L’ALFA ROMEO. Piloti di fama internazionale, ma anche grandi Case: sono in molti a bussare alla porta della sua officina per tirare fuori il meglio dalle loro auto. La vera passione di Virgilio sono però le Alfa Romeo per le quali, nel 1963, diventa il preparatore ufficiale. Le Giulietta passate dalle sue mani sviluppano più di 160 cavalli e dominano non solo in Europa. Le vittorie crescono come le dimensioni dell’officina. Che deve lasciare il posto a una nuova sede: è così che si deve fare per restare al passo con gl’impegni sportivi più importanti. Virgilio fa grandi investimenti per sviluppare le ‘sue’ Alfa Romeo, auto sulle quali presto non lavorerà più, almeno coi crismi dell’ufficialità: a gestire l’Autodelta, la scuderia da competizione della casa del Biscione, arriva l’ingegnere Carlo Chiti e dal 1968 Conrero non sarà più preparatore per l’Alfa.

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IL LEGAME CON LA OPEL. Nonostante questo il lavoro non manca: sono tante le Alfa Romeo non ufficiali seguite dall’Autotecnica. Poi fioccano le consulenze a brand come Renault, Toyota Mitsubishi e Honda; azienda, quest’ultima, con la quale riesce a instaurare un bel rapporto con Soichiro Honda, il fondatore della Casa giapponese. Intanto la Opel vuole entrare nel mondo delle corse. La divisione italiana del marchio tedesco si affida proprio a Conrero, al quale assegna il ruolo di preparatore ufficiale e direttore della squadra corse. È l’inizio di una lunga collaborazione che continuerà fino al 1986. Breve, invece, il tempo necessario per vedere i primi trionfi della neonata squadra sportiva. Già nel 1970 le Opel GT by Conrero cominciano a vincere nelle gare in salita, come la Trento-Bondone; ma anche in pista, classe 2000: Mugello e Imola le tappe fiore all’occhiello dell’annata. L’anno dopo le sue Opel sono ancor più competitive: il quattro cilindri da 1,9 litri della GT eroga oltre 190 cavalli (arriverà fino a 220 nell’anno seguente) rispetto ai 90 della versione stradale. Memorabile la vittoria di classe e il nono posto assoluto alla Targa Florio dietro (solo) ai prototipi. La Opel ‘italiana’ accumula molte vittorie anche a livello europeo dove, non di rado, è più veloce della equivalente vettura tedesca ufficiale.

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DALLA PISTA AI RALLY. Nel 1973 la Opel decide di abbandonare la pista per concentrarsi sui rally che stavano diventando sempre più popolari. Forte di alcune precedenti esperienze nella preparazione di auto come le Renault Gordini, l’Autotecnica accetta la nuova sfida. La Ascona e la Kadett non sono da subito competitive, però la preparazione del ‘mago’ e la presenza di alcuni grandi piloti (uno su tutti: Miki Biasion) rendono sempre più performanti le Opel fino all’apice del sodalizio Opel/Conrero che arriva con la stagione 1982/83: Tony Fassina, al volante della Ascona 400, vince prima il campionato italiano e poi quello europeo.

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LEGGENDE A LEZIONE DA CONRERO. La lunga carriera del preparatore piemontese s’interrompe nel 1985, quando per motivi di salute decide di ritirarsi dalle corse; non prima di aver contribuito alla nascita di alcune tra le più famose sportive della fine degli anni ’80. Partecipa infatti allo sviluppo di modelli epici come la Peugeot 205 GTi e la Delta, nelle varianti S4 e HF. Chi lo ha conosciuto lo ricorda per la sua grande sensibilità oltre che per la sua competenza: un professionista a tutto tondo, capace e positivo.

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