
Volvo C30 T5, la cugina elegante della Focus RS
Ispirata nello stile alla shooting brake 1800 ES di inizio Anni ’70 e alla successiva 480, anche per il portellone “tutto vetro”, e dotata dell’intera gamma motori all’epoca proposta sulle S40-V50, ma disponibile solo con la trazione anteriore, la Volvo C30 era una delle migliori 3 porte del suo tempo, capace di economizzare gasolio come il migliore degli scozzesi astemi (soprattutto nella motorizzazione 1.6 D DRIV-e, accreditata di oltre 25 km/litro nel ciclo combinato), ma capace anche di offrire una guida coinvolgente e divertente se scelta con la motorizzazione turbobenzina a 5 cilindri, quando la sigla T5 corrispondeva ancora esattamente al numero dei pistoni che saliscendono all’interno dei cilindri. Le dimensioni compatte (425 cm di lunghezza, 427 con il restyling) poi, la rendevano ben fruibile anche in città, oltre che agile nel misto come le hot hatch che andavano per la maggiore nello stesso periodo.

QUASI IDENTICA ALLA CONCEPT. Siamo nell’epoca della proprietà Ford e non è questo il contesto storico nel quale trovare le migliori Volvo di sempre; la C30 tuttavia si distingue per lo stile, per quel non-so-che di iconico che le forme e le linee della sua carrozzeria trasmettono, soprattutto a chi conosce un po’ della produzione della Casa svedese e per i quali il richiamo alla 480 se non alla 1800 ES risulta ben evidente. E si fa perdonare il limite, per esempio, dei soli 4 posti omologati (anche se dietro, oggettivamente, in tre non ci si sta). Alla C30 va anche il merito di essere cambiata poco rispetto alla omonima concept-car che Volvo aveva svelato nel gennaio del 2006 al NAIAS, il Salone di Detroit. La Volvo C30 di serie veniva svelata invece 14 mesi più tardi al Palexpo di Ginevra, raccogliendo subito i consensi della stampa e del pubblico, pur con i limiti di un modello di nicchia (la produzione non andrà oltre quota 209.510 esemplari).

IL 5 CILINDRI CON LA FOCUS RS. Nato con 220 CV e passato nel 2008 a 230 CV, con una coppia di 320 Nm a soli 1500 giri/minuto, il 5 cilindri della C30 T5 è un 2521 cc (stessa cilindrata dell’unità impiegata sulle V70-C70-XC70 di quella generazione) capace di spingere la 3 porte svedese prodotta a Gent, in Belgio, a 240 km/h e di scattare da 0 a 100 m/h in soli 6,7 secondi, con un livello di consumi tutto sommato accettabile, attorno a 8,5 litri/100 km. Gli era abbinato il cambio manuale a 6 marce o l’automatico Geartronic a 5 rapporti, con possibilità di gestire le cambiate in modalità manuale-sequenziale. Dalle S40, V50 e C70 (la cabrio-coupé con tetto metallico retrattile a comando elettrico disegnata da Pininfarina) la C30 riprende il frontale ma anche e soprattutto la plancia, con la consolle “flottante” caratterizzata dagli eleganti comandi della climatizzazione. Bene lo sfruttamento dello spazio interno, positivo anche il giudizio sulle finiture, curate e robuste; un po’ piccolo il bagagliaio.
UN RESTYLING MOLTO EVIDENTE. Nel 2009 la C30 riceverà un face-lifting piuttosto importante, con il passaggio dei gruppi ottici anteriori alla forma più arrotondata di quelli della XC60, mentre la fanaleria posteriore adotta la tecnologia LED, il marchio Volvo sul frontale assume dimensioni maggiori e la palette dei colori di carrozzeria conoscerà nuove tinte pastello e metallizzate. Con l’occasione verrà introdotto l’allestimento sportiveggiante R-Design, comune peraltro a quasi tutta la gamma Volvo di quel periodo. La produzione terminerà a fine dicembre 2012 e oggi gli esemplari in vendita della C30 T5 sono veramente pochi, ancorché molto apprezzati.

QUOTAZIONI DA TENER D’OCCHIO. Sui principali marketplace italiani, al momento della nostra ricerca, non se ne trovava una, mentre spostando il raggio d’azione al mercato europeo, ne abbiamo rinvenute una dozzina tra Germania e Olanda, con prezzi variabili tra 10 e 15mila euro per gli esemplari meglio tenuti e una entry-level a 6000 euro per una vettura del febbraio 2007, il primo mese di produzione, con oltre 300mila km all’attivo. Auto dallo stile particolare, avrà sempre i suoi estimatori, ragion per cui un investimento odierno ragionevole è destinato a non svalutarsi in futuro, a patto di tenere l’auto in piena efficienza. Vettura complessivamente affidabile, merita di essere controllata soprattutto a livello di avantreno (tanta coppia logora) e di trasmissione. Un occhio anche sugli interni, belli, quasi affascinanti sugli esemplari meglio conservati ma deludenti quando trascurati.























