
Questa Ferrari Testarossa ha 6 ruote e 8 cilindri. Cosa?!
Richard Rawlings è un eccentrico texano con il fiuto per gli affari, la passione per le auto e la birra, noto per essere il fondatore del Gas Monkey Garage. Negli anni la sua officina – diventata famosissima in TV con il programma “Fast N’ Loud” – ha portato a termine decine di restauri e progetti, alcuni stupendi, altri irriverenti, e la strana creatura in gallery rientra di certo nella seconda categoria. Gli occhi non vi stanno ingannando: quella che vedete è una “Ferrari F6 Gas Monkey Garage”, una Ferrari Testarossa che è stata cannibalizzata per ottenere un qualcosa che farebbe rivoltare il Drake nella tomba. Sei ruote, di cui quattro motrici, motore V8 (niente più dodici cilindri), passo lunghissimo, alettone altrettanto esteso e fari in stile F40 al posto dei pop-up.

MATERIALE CINEMATOGRAFICO. La cattiva notizia è che l’eleganza della vettura di Maranello non esiste più, strappata via come una vela durante una tempesta, quella buona è che la Testarossa donatrice non era un esemplare da collezione. Persino Rawlings ha dei limiti, più o meno. Nel 2023 il titolare della GMG acquistò cinque Testarossa utilizzate per il film “Infinite”, non proprio in condizioni da concorso e già parecchio bistrattate, da qui l’idea di ricavarne qualcosa di folle. Una delle cinque Ferrari venne scelta per il progetto, e dopo due anni e mezzo di sudore, manodopera e riunioni a base di birra ecco la F6.

ADDIO DODICI CILINDRI. Le modifiche sarebbero chiare anche a una talpa, a partire dall’asse aggiuntivo (di trazione) all’estetica, senza dimenticare il motore; probabilmente a Maranello sono arrabbiati più per quello che per le due ruote aggiunte. Molti chiamano questo “Frankenstein” Testarossa 6×6, ma in realtà la F6 ha quattro ruote motrici – sui due assi posteriori – e l’asse anteriore per sterzare, con sei Michelin Pilot Sport Cup 2 R tanto per essere sicuri d’avere sufficiente grip. I fari a scomparsa… sono scomparsi, e al loro posto sono stati montati dei fari squadrati che ricordano un po’ l’F40, un po’ la 365 GTB/4 Daytona, mentre il dodici cilindri a V di 180° ha lasciato il posto ad un americanissimo V8 6.2 LT4 derivato da una Corvette C7 Z06.

LA CATTIVA PUBBLICITÀ NON ESISTE. Vincere tutta quella trazione non è facile (altrimenti niente fumanti “donuts” come desiderato da Rawlings), così il V8 è stato sovralimentato dalla Katech Engineering per arrivare a 1.200 cavalli, forse di più secondo alcune fonti. Sufficienti, niente da dire. Il progetto è tanto assurdo quanto impegnativo, e sicuramente avrà portato a non poche emicrania. Telaio da riprogettare, intera trasmissione da riprogettare, sospensioni, freni, estetica, nuovi pannelli su misura… un vero lavoraccio. Ne è valsa la pena? Ni. Sicuramente a livello di show e pubblicità Rawlings ha fatto nuovamente centro, ma non raccontiamoci che la F6 possa essere piacevole da guidare visto che sarà più pesante, estremamente meno agile e più sbilanciata di prima. E’ una provocazione a sei ruote, ed è esattamente ciò che il GMG voleva ottenere.





















