Con la CuoreRosso l’Alfa Romeo tornerà a “mordere”

Con la CuoreRosso l’Alfa Romeo tornerà a “mordere”

Da quanto tempo le sorti dell’Alfa Romeo sono motivo di affanno per il cuore dei suoi tanti appassionati? Forse troppo, tra modelli che nei quarant’anni di gestione prima Fiat poi FCA e ora Stellantis non sono riusciti a lasciare il segno e le tante incognite che ancora restano sul domani della Giulia e della Stelvio. Ma un raggio di sole ha fatto capolino all’ombra della Tour Eiffel, lasciando senza fiato il pubblico del salone di Parigi e incuriosendo parecchio noi di Veloce. “As-tu vu la CuoreRosso? C’est magnifique!”, “Hai visto la CuoreRosso? È magnifica!”, esclama un ragazzo francese rivolgendosi a un amico a proposito della concept car che racchiude le ambizioni future della casa milanese.

La CuoreRosso al salone di Parigi 2026. Dietro, le Alfa Romeo oggi in vendita: da sinistra a destra, la crossover Junior, la berlina Giulia e le suv Tonale e Stelvio

La CuoreRosso al salone di Parigi 2026. Dietro, le Alfa Romeo oggi in vendita: da sinistra a destra, la crossover Junior, la berlina Giulia e le suv Tonale e Stelvio

TRA SOGNO E REALTÀ, CON AMBIZIONI CONCRETE. Con la 33 Stradale, due anni fa, il Biscione aveva sottolineato con forza il suo legame con le auto che fanno emozionare, ma la produzione di quelle trentatré irraggiungibili supercar, al di là del valore simbolico, è servita a rifocillare le casse dell’azienda in un momento di transizione e incertezza, più che a tracciare la direzione per tornare a fare automobili capaci di toccare le corde dell’emozioni senza costare un patrimonio. Ebbene, la direzione che gli appassionati attendevano da tempo l’ha data proprio l’Alfa Romeo CuoreRosso. Innanzitutto, per lo stile.

Frontale basso, fari “accigliati” e un ampio scudetto da cui partono le nervature che solcano il lungo cofano e tracciano il profilo bombato dei paraurti: lo stile dell’Alfa Romeo CuoreRosso è a un tempo aggressivo e filante

Frontale basso, fari “accigliati” e un ampio scudetto da cui partono le nervature che solcano il lungo cofano e tracciano il profilo bombato dei paraurti: lo stile dell’Alfa Romeo CuoreRosso è a un tempo aggressivo e filante

UN FUTURO TUTTO DA DISEGNARE. Intendiamoci: una compatta da famiglia o una piccola suv dell’Alfa Romeo un domani non susciteranno lo stesso “effetto wow” della CuoreRosso. Certo, però, è che i designer guidati da Alejandro Mesonero-Romanos ce la metteranno tutta per trasferire le linee filanti e aggressive della quattro porte svelata a Parigi nelle auto che metteranno davvero le ruote su strada nei prossimi anni. Giusto per evitare fraintendimenti, non è questo il destino della CuoreRosso, che però avrà il compito o, meglio, il merito di posare come una musa e liberare la creatività di chi ogni giorno siede ai tavoli da disegno del centro stile torinese di Mirafiori. Che dire? Buon lavoro, ragazzi: su quel foglio bianco davanti ai vostri occhi e nella matita che tenete in mano c’è un pezzo fondamentale del futuro dell’Alfa.

Il responsabile del centro stile dell’Alfa Romeo, Alejandro Mesonero-Romanos (a sinistra) e l’amministratore delegato del marchio Santo Ficili accanto alla CuoreRosso: a loro il compito di tracciare il futuro del Biscione

Il responsabile del centro stile dell’Alfa Romeo, Alejandro Mesonero-Romanos (a sinistra) e l’amministratore delegato del marchio Santo Ficili accanto alla CuoreRosso: a loro il compito di tracciare il futuro del Biscione

FULL HYBRID, MA… Ma la forma non è tutto. Non in un’Alfa Romeo, almeno, dove da sempre conta anche e soprattutto la sostanza. Forse proprio su questo aspetto qualcosa andava rivisto e, vuoi per il fatto che il mercato dell’elettrico in Italia stenta a cambiare passo, vuoi perché chi guida un’Alfa si aspetta una certa dose di emozioni, la CuoreRosso non va a corrente. O almeno non solo. L’auto poggia sulla stessa base meccanica delle Giulia e Stelvio che resteranno a listino fino alla fine del 2027, ma la piattaforma Giorgio (che ha ricevuto lodi sperticate da parte di automobilisti e giornalisti di tutto il mondo ed effettivamente ha saputo conferire non solo alle Alfa Romeo ma anche alle Maserati doti di guida di altissimo livello) diventerà full hybrid

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… CON IL V6 A BENZINA! Se vi prude il naso, cercate di non storcerlo troppo. E mettetevi il cuore in pace: rendere ibrida la meccanica con una componente elettrica importante era l’unico modo per rientrare nei limiti di emissioni di CO2 fissati dalle normative antinquinamento europee (che sono peraltro destinate a inasprirsi di anno in anno). Non temete, però: sotto il cofano delle Alfa Romeo più sportive di domani continuerà a “ruggire” il 2.9 V6 biturbo a benzina della Giulia Quadrifoglio: non pensavate mica che i due spettacoli terminali di scarico della CuoreRosso fossero stati messi lì per fare scena e basta? Gli ingredienti per far spiccare l’Alfa in questo mondo dei motori sempre più complicato e sempre più piatto, insomma, sembrano quelli giusti. Non resta che amalgamarli con passione e fantasia. E gustarsi finalmente il sapore della rinascita. 

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