Lotus Cortina, la berlina leggera e “cattiva” che terrorizzava l’Alfa Romeo

Lotus Cortina, la berlina leggera e “cattiva” che terrorizzava l’Alfa Romeo

A dieci anni di distanza dalla conquista dei primi due Mondiali di Formula 1 con le Alfetta 158 e 159 l’Alfa Romeo decide di rivedere la propria strategia nelle competizioni. I gran premi offrono una visibilità straordinaria, ma richiedono enormi sforzi economici e per vendere più macchine dominare con le monoposto più sofisticate al mondo serve fino a un certo punto. Bisogna mettersi in luce anche nelle gare per vetture da turismo, che all’alba degli anni ’60 sono molto seguite dagli appassionati.

LA BERLINA DA FAMIGLIA CHE VINCE LE CORSE. L’Alfa parte con il piede giusto e nel 1963, con la TI Super, la Giulia, grintosa quattro porte destinata a diventare un simbolo del marchio in tutto il mondo, diventa “la berlina da famiglia che vince le corse”, come recita un celebre slogan della casa. La base di partenza è la TI lanciata un anno prima, che viene “spogliata” di ogni comfort per risparmiare chili preziosi e dotata di freni a disco su tutte le ruote. Il 1.6 quattro cilindri bialbero a camme in testa da 90 CV viene sostituito con quello da 112 CV della coupé Giulia SS e nelle versioni da competizione la potenza sale a circa 140 CV: in un’auto che a vuoto pesa poco più di 900 kg, fanno una gran bella figura.

Alfa Romeo Giulia TI Super

Alfa Romeo Giulia TI Super

TOC TOC, LOTUS CI SEI? Benché non la schieri in veste ufficiale, la casa milanese non manca di fornire il supporto necessario ai tanti piloti privati che scommettono sulla Giulia TI Super. E grazie al contributo degli storici collaudatori Bruno Bonini e Guido Moroni i successi non tardano ad arrivare, sia in Italia sia in giro per il mondo. La cosa non sfugge alla filiale inglese della Ford, ingolosita al pari dell’Alfa dalle opportunità commerciali offerte da quel genere di competizioni. Peccato che in casa il colosso dell’ovale blu abbia la Cortina, un’onesta berlina da famiglia con il non indifferente limite di avere una meccanica decisamente meno sportiva di quella della Giulia. Come fare, quindi, per mettere i bastoni tra le ruote alla “berlina da famiglia che vince le corse”? Bussare alle porte della Lotus, casa che all’epoca aveva già una grande esperienza sportiva e che nel 1963 avrebbe vinto il primo dei suoi sette titoli Costruttori in Formula 1.

Ford Cortina Lotus

Ford Cortina Lotus

DIETA FERREA E MOTORE TUTTO NUOVO. La “cura” della Lotus per la Cortina prevede innanzitutto un nuovo motore. Partendo dal 1.5 ad aste e bilancieri della Ford la casa inglese tira fuori un quattro cilindri ben più “cattivo”, che con la distribuzione bialbero a camme in testa e due carburatori a doppio corpo pare un clone di quello dell’Alfa Romeo. Potenza? 105 CV nella versione stradale, una sessantina in più in quelle da corsa. Ma il vero segreto del successo della berlina inglese risiede nella sua leggerezza: la Lotus, che nella progettazione delle sue auto ha sempre avuto un occhio di riguardo per la riduzione dei pesi, sostituisce le porte e i due cofani in lamiera d’acciaio con componenti in lega d’alluminio. Risultato? Un peso a vuoto inferiore agli 800 kg, un centinaio in meno rispetto alla rivale italiana. Aggiungeteci gli oltre 160 CV forniti dal motore in configurazione di gara e le sospensioni posteriori con molle elicoidali al posto delle rudimentali balestre delle Cortina più “tranquille” e capirete che chi guidava una Giulia doveva sudare sette camicie per reggere il confronto…

Il quattro cilindri bialbero della Ford Lotus Cortina si ispira a quello della rivale italiana anche nel “look”

Il quattro cilindri bialbero della Ford Lotus Cortina si ispira a quello della rivale italiana anche nel “look”

REGINA IN PATRIA E IN EUROPA. Tra i più prolifici e spettacolari interpreti della Ford Cortina Lotus spicca il grande Jim Clark, il campione del mondo di Formula 1 con la Lotus nel 1963 e 1965. Tutte le volte che lo scozzese volante scende dalla sua monoposto per mettersi al volante di questa grintosissima berlina, che sia per un rally o una gara in pista, le speranze di vittoria degli altri piloti si riducono drasticamente. Nel 1964 vince il campionato turismo britannico e l’anno successivo raddoppia Sir John Whitmore, che con otto vittorie di classe in nove gare porta la Cortina sul tetto d’Europa. Intanto, l’Alfa Romeo stava affilando l’arma con cui avrebbe presto ristabilito le gerarchie: la Giulia Sprint GTA. Ma questa è un’altra storia…

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3 commenti su “Lotus Cortina, la berlina leggera e “cattiva” che terrorizzava l’Alfa Romeo”
  • Dragonsnake ha scritto:

    Meravigliosa la TI Super, mi ha sempre affascinato per l’approccio un po’ naif ma tipico dell’epoca, in un mondo in cui tutto era più semplice. Aggiungi un po’ di cavalli, leva tutto il superfluo, compresi due fari per fare posto a prese d’aria aggiuntive e dalla in mano a “manici” di calibro internazionale (De Adamich io me lo ricordo in tv, ma all’epoca andava come un treno). E così è nato un mito… ma mi resta una domanda. Qualcuno ha mai visto una Ti super originale? Di Cortina Lotus sì, ma le Giulia sono sparite… o ben nascoste, ahimè!

    • carburettor_guy ha scritto:

      La Giulia è un mito per noi italiani ma tra le due pur essendo alfista scelgo la Cortina. Non per le vittorie, ma perché ha un fascino tutto suo. A guardarla non le daresti una sterlina bucata, e invece…

    • carburettor_guy ha scritto:

      TI Super originale? Chissà quante ne sono rimaste… Comunque recentemente un amico mi ha girato delle foto di un esemplare che sembrerebbe giusto… ma dalle foto non è facile capire e in giro ci sono un sacco di repliche. Se originale penso possa valere sui 100.000 euro

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