#VeloceCarWeek/3: club privée e raduni di carrelli

#VeloceCarWeek/3: club privée e raduni di carrelli

THE QUAIL, IL PRIVE DEI MOTORI. Avete presente la ragazza inarrivabile del liceo, quella bellissima che non vi rivolgeva nemmeno la parola? Se fosse un evento di auto, si chiamerebbe The Quail, A Motorsports Gathering.Si tratta della giornata più inaccessibile della Car Week, tanto che i pochi biglietti di ingresso – oltre a essere costosi – sono tirati a sorte ogni anno tra i richiedenti. Chi riesce a entrare si ritrova improvvisamente nel Valhalla: lungo i prati del Peninsula Quail Lodge c’è parcheggiato il meglio del meglio, per tutti i gusti: epoca, supercar, nuovi modelli; tra gli altri Lamborghini e Bugatti approfittano dell’evento per lanciare ogni anno qualche novità, preferendo questa location alle proprie lussuosissime hospitality nel village di Pebble Beach. Ed è proprio qui che i privilegiati dell’automobilismo mondiale si trovano per ammirare da vicino – tra fiumi di Champagne, crudità e altre primizie per raffinati – il top del top, mentre chi resta fuori può solo aspettare i resoconti della stampa. Quest’anno purtroppo bisogna vivere di ricordi, ma oltre alle immagini di repertorio quelli di The Quail hanno indetto un contest per i partecipanti affezionati, così da eleggere anche per il 2020 la macchina che meglio incarna lo spirito dell’evento. L’unica consolazione è che a vincere è stata una Alfa Romeo, al cui proprietario vanno ben 2 biglietti per l’edizione 2021. Fortunello! Volete farvi un’idea? Eccovi accontentati.

LA MEGA GT CHRISTIAN. Quattro posti, tecnologia ibrida, prestazioni importanti. Se fossimo dieci anni indietro una descrizione del genere vi avrebbe fatto pensare alla Porsche Panamera, ma nel frattempo il mondo si è evoluto e ha fatto spazio a sogni molto più brutali (e cari). Come la Gemera di Koenigsseg, l’auto che crea il segmento delle Mega GT: quattro posti, quattro motori (tre elettrici e uno convenzionale, che da solo eroga 600 cv), quattro ruote sterzanti. Un mostro da oltre 400 km/h – che vi abbiamo già raccontato qui – capace di scaricare a terra 1700 cv e di portarvi a spasso in modalità ibrida per oltre 950 km (che in full electric diventano solo 50): probabilmente non è ancora l’arma totale del futuro, ma ci si avvicina parecchio. Anche lo stile non è male, con le porte che si aprono verso l’alto e l’assenza del montante centrale. È una vettura innovativa sotto tanto aspetti, anche se qualche piccolo dettaglio è sicuramente migliorabile: un’auto futuribile da oltre due milioni di euro potrebbe avere i cup holder multifunzione caldo-freddo anziché avere 8 porta bicchieri per 4 persone. Peccato veniale, che però non ti aspetti da un costruttore svedese. Per la Petersen Virtual Car Week è Christian von Koenigsseg in persona ad offrici un tour esclusivo di una delle trecento unità previste.

IL FAVOLOSO MONDO DI ALOIS. Ci sono persone testarde, che si ostinano a voler rendere perfetto qualcosa che di suo non avrebbe bisogno di ritocchi. Persone come Alois Ruf jr., l’uomo dietro al successo di RUF. Pensate di voler migliorare la Porsche 911, nel 1987. Un modello che in quel periodo ha raggiunto la vetta più alta nel rapporto stile-prestazioni, osannata persino per quel comportamento scorbutico dettato dal motore boxer a sbalzo sul posteriore. Un’auto iconica ma che già aveva rischiato il pensionamento dieci anni prima, con l’avvento (in realtà non troppo fortunato) della 928. Senza troppi giri di parole, Ruf ci riesce con la CTR, una macchina così arrogante da essere portata al Nurburgring per spazzolare tutte le curve di traverso anziché per cercare il tempone, in un video che divenne virale nel mondo prima di YouTube. La ricetta dell’atelier di Pfaffenhausen è fatta di cura maniacale per i dettagli, ossessione per le coupé di Stoccarda e una comprensione della psicologia del cliente Porsche migliore di quella della stessa casa madre, sublimata attraverso una progettazione rigorosa e uno studio costante dei materiali.La Petersen Virtual Car Week ci regala un mini documentario sulla produzione di questo piccolo costruttore, con tanto di factory tour.

PORTA IL CARRELLO. Ammettetelo, comprare un’auto attraverso gli annunci online è stressante. La dinamica è sempre quella: vedi una cosa che ti interessa, offri la metà di quello che ti chiedono, trovi un accordo, vai a ritirare e ti accorgi che qualcosa non è proprio come te lo avevano descritto. Mentre in Italia a parte un paio di portali di aste siamo fermi ai siti di annunci generalisti, in America hanno da tempo piattaforme intelligenti come Bring-A-Trailer, dove gli annunci vengono rivisti da un team di esperti, che analizza foto e descrizioni e suggerisce le modifiche necessarie a garantire omogeneità tra le diverse inserzioni prima dell’inizio dell’asta stessa. Il risultato sono acquirenti più soddisfatti, che qualche volta si ritrovano per incontri tra Bring-A-Trailer Alumni e che si fidano abbastanza da comprare anche auto da decine di migliaia di dollari solo sulla base di un annuncio, senza neppure andarle a vedere prima. Questo qui sotto è uno dei loro incontri; a noi mette proprio voglia di andare sul sito, comprare una macchina in Oregon e andarcela a prendere. E a voi?

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